giovedì 29 Gennaio 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

CAMBIAMENTO CLIMATICO / Al mare attenti a queste tre meduse

Il numero di meduse nelle nostre acque è sempre più alto. Ecco quali sono le specie più urticanti da cui è meglio stare lontano. Ce le indica Marta Musso su WIRED (leggi l’articolo completo).

Con il riscaldamento globale, il numero di meduse che abitano i nostri mari sono in continuo aumento. Ma quali quelle più pericolose? Dipende dai loro tentacoli che sono dotati di cellule urticanti, chiamate cnidoblasti, e che differiscono per tossicità in base alla specie. Se si toccano, infatti, rilasciano un liquido tossico (nematocisti) che può essere innocuo per noi, oppure causare punture e reazioni anche molto dolorose. Sebbene nel mar Mediterraneo non ci siano meduse particolarmente pericolose per noi, ecco quali sono quelle a cui è bene prestare più attenzione.

La Caravella portoghese

meduse più pericolose
Caravella PortogheseDarieus

Chiamata Physalia physalis, non è in realtà una medusa, ma un sifonoforo, ossia una colonia di meduse posizionate sotto uno speciale ombrello a forma di vela grazie al quale si muovono. E’ una specie da cui tenersi alla larga, dato che può essere molto urticante, e fino ad oggi un solo caso di puntura è risultato mortale in Sardegna. “In presenza di questa medusa si dovrebbe sempre uscire dall’acqua”, spiegano dall’Istituto superiore di sanità (Iss). “Il contatto con P. physalis di solito causa dolore intenso e una irritazione cutanea, con rossore e piaghe nell’area della pelle venuta a contatto con i tentacoli dei polipi”.

Pelagia nocticula

meduse più pericolose

Carybdea marsupialis

meduse più pericolose

Unica specie di cubomedusa presente nei nostri mari, ha un ombrello con la caratteristica forma a scatola. Sebbene sia meno pericolosa delle cugine che non vivono nelle nostre acque e che possono essere letali, provoca comunque dolorose punture che colpiscono migliaia di bagnanti ogni stagione estiva.

Oltre a queste tre meduse più pericolose, non va scordata la Drymonema dalmatinum, che ha un ombrello che può raggiungere anche 1 metro di diametro.

Se si tocca una medusa, è per prima cosa necessario rimanere calmi, eliminare i residui di medusa, sciacquare con acqua di mare, applicare impacchi freddi o un gel astringenti al cloruro di alluminio, coprire la parte colpita e non esporla al Sole. Non bisogna, invece, grattarsi strofinarsi o toccare le nematocisti, e non “sciacquare con acqua dolce, causerebbe il rilascio di altro liquido urticante”, concludono dall’Iss. “Non usare ammoniaca o urina, alcol o aceto perché non hanno alcuna azione sul liquido urticante e potrebbero ulteriormente irritare la parte colpita”.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti

Le notizie della tua città