Un nuovo scandalo finanziario incombe sulla Deutsche Bank, una delle più grandi e importanti banche d’Europa. Oggi trenta agenti dell’Ufficio federale della polizia criminale (Bka) hanno eseguito perquisizioni nella sede centrale dell’istituto a Francoforte sul Meno e in una filiale a Berlino nell’ambito di un’indagine per sospetto riciclaggio di denaro collegata all’oligarca russo-israeliano Roman Abramovich.
Il governo tedesco non ha voluto commentare le perquisizioni in corso nelle sedi di Deutsche Bank. “Ci sono delle indagini in corso e purtroppo non possiamo commentare ulteriormente”, ha spiegato una portavoce del ministero dell’Interno in conferenza stampa. Secondo un portavoce del ministero delle Finanze, “in generale, la lotta contro i reati fiscali e finanziari è, ovviamente, una prioritàper il nostro ministero. Abbiamo già avviato diverse misure in questa legislatura, ed è abbastanza chiaro che non si tratta di reati di poco conto. Il ministero è fermamente concentrato su questo aspetto come priorità e continueremo a intervenire“.
Secondo quanto riportato da Der Spiegel e Suddeutsche Zeitung, l’indagine riguarda “responsabili e dipendenti, per ora ignoti, dell’istituto” sospettati di riciclaggio di denaro. Le verifiche sarebbero collegate ad alcune aziende vicine ad Abramovich, ex cliente della banca ed ex proprietario del Chelsea, sanzionato dall’Unione europea dal marzo 2022 a causa dei suoi stretti legami con il presidente russo Vladimir Putin in relazione alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Sempre secondo i media tedeschi, Deutsche bank non avrebbe presentato in modo tempestivo una o più segnalazioni di attività sospette relative a società riconducibili all’oligarca. Dopo la notizia delle perquisizioni, il titolo della banca tedesca ha ceduto, toccando -2,8% nella Borsa di Francoforte. Domani mattina, 29 gennaio, l’istituto di credito presenterà i dati relativi al quarto trimestre e all’intero anno 2025.
Secondo le stime di Forbes, nel 2020 aveva un patrimonio di 13,8 miliardi di dollari che lo ha reso l’uomo più ricco d’Israele e il 113° al mondo. Imprenditore e politico, è stato il proprietario della squadra di calcio inglese del Chelsea Football Club fino all’invasione russa dell’Ucraina e le conseguenti sanzioni che hanno colpito gli oligarchi. Nato in una famiglia di origini ebraiche il 24 ottobre del 1966, è rimasto orfano molto presto ed è stato cresciuto dallo zio paterno e da un altro zio che viveva a Mosca. Ha frequentato l’istituto tecnico industriale di Uchta per poi essere arruolato per un breve periodo nell’esercito sovietico. Alla fine degli anni ’80 risalgono le sue prime attività imprenditoriali, avviate sfruttando una riforma promossa dal presidente Michail Gorbachev che permetteva la nascita di piccole o medie imprese private a costi ridotti. Tra il 1992 e il 1994 ha fondato cinque diverse aziende di import/export, specializzandosi sempre di più nel settore del commercio di petrolio e dei suoi derivati. Nel 1995, ha acquistato una quota di controllo di Sibneft per diverse decine di milioni di dollari, insieme a Boris Berezovskij.
La compagnia, in breve tempo, ha aumentato enormemente il proprio valore e questo ha fatto sì che i due magnati diventassero molto ricchi. Nel 1996, insieme a Eugene Schvidler, ha acquisito anche una consistente quota di Aeroflot ed è entrato nel gruppo azionario del Trans World Group. Per circa sessanta milioni di sterline, nel 2003 Abramovich ha acquisito la squadra di calcio del Chelsea. Sul club ha investito un’enorme mole di denaro per gli ingaggi di calciatori e allenatori e, da allora, il team londinese ha vissuto una lunga stagione di successi vincendo 22 trofei ufficiali tra cui cinque campionati inglesi, due coppe dei campioni e un mondiale per club. Il 10 marzo il governo di Londra lo ha messo nella lista degli oligarchi sanzionati congelando tutti i suoi asset. Non potrà più entrare nel Paese. Anche la vendita del club è bloccata ma potrebbe esserci una deroga. Intanto il 12 marzo la Premier League ha squalificato Abramovich da presidente del Chelsea.
Nella notte tra il 6 e il 7 maggio 2022, con un comunicato apparso sui profili social, il Chelsea ha annunciato l’avvenuto cambio di proprietà da Abramovich al consorzio statunitense guidato da Todd Boehly (co-proprietario della squadra di Mlb dei Los Angeles Dodgers) per una cifra record che si aggira sui 5 miliardi di euro. Dopo le firme sul contratto, manca solo l’approvazione da parte della Premier League e del governo britannico, un passaggio puramente formale, per ratificare l’uscita di scena dell’oligarca russo. Riguardo alla vita privata, Abramovich è stato sposato tre volte e ha sette figli, cinque dei quali dalla seconda moglie e due dalla terza, dalla quale ha divorziato nel 2018
