Dopo una lunga riunione dei vertici aziendali, la Volkswagen, il più grande gruppo automobilistico tedesco ed europeo, ha annunciato un piano estremo di riduzione dei costi e delle dimensioni dell’azienda nei prossimi quattro anni e tornare così alla crescita.
I tagli riguarderanno quattro stabilimenti in Germania e circa 120mila posti di lavoro secondo quanto riporta la stampa tedesca. Volkswagen taglierà anche la metà dei suoi modelli attualmente in vendita, concentrandosi su quelli più redditizi. Il gruppo tedesco è in crisi da anni e i suoi problemi hanno contribuito al rallentamento dell’intera economia della Germania.
Dalla riunione sono uscite due diverse notizie. La prima è quella del piano ufficiale di Volkswagen, presentato dal Ceo Oliver Blume e dagli altri dirigenti, pensato per rendere “più resiliente, più efficiente e più competitivo” il gruppo. L’intera manovra ruota attorno a un taglio estremo del numero di modelli che Volkswagen e i marchi che controlla hanno sul mercato.
Il numero di modelli sarà dimezzato entro il 2030. La varietà della gamma, come ad esempio i diversi allestimenti, del 75%. Questo dovrebbe permettere a Volkswagen di semplificare molto la produzione, con significativi risparmi sui costi. I fondi così ottenuti saranno diretti sullo sviluppo tecnologico e sull’innovazione dei modelli “sopravvissuti” ai tagli.
L’altra parte centrale del piano è lo sviluppo software. Saranno annullate diverse duplicazioni tra i vari marchi del gruppo, che inizieranno a utilizzare soluzioni sempre più simili tra loro in modo da ottimizzare il lavoro degli ingegneri. Rimarrà una sola grande differenza, quella tra le tecnologie dedicate al mercato occidentale e a quello orientale.






