Il governo di Londra rivendica la decisione di imporre sanzioni ai commerci con gli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania occupata, adottate ieri con Canada, Francia e altri nove Paesi, esclusa l’Italia: lo stop agli scambi commerciali “sarà dannoso” ma abbiamo valutato in anticipo costi e benefici”, come ha dichiarato stamani alla Bbc il ministro degli Esteri Ed Miliband. La dichiarazione arriva in risposta alla reazione di Israele di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est.

Miliband ha continuato riferendo che il governo di Londra “doveva agire prima che fosse troppo tardi” per attuare la Soluzione dei due Stati, anche su pressione dell’Autorità nazionale Palestinese (Anp). Assicurando che la decisione di Tel Aviv di chiudere il consolato “ci rammarica”, Miliband ha aggiunto che l’esecutivo “non poteva semplicemente rimanere a guardare per timore di una reazione israeliana”. Poi, ha replicato anche alle accuse di ieri del rabbino capo britannico, Ephraim Mirvis, che ha bollato il pacchetto di sanzioni come “una mossa politica di facciata” che “finirà per alimentare l’antisemitismo” e ha parlato di “giorno buio per gli ebrei britannici”.

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Le operazioni contro i residenti palestinesi provocano anche morti, feriti e notevoli problemi ai mezzi di sussistenza – con la distruzione di coltivazioni, aziende, allevamenti e infrastrutture idriche – nonché al funzionamento di ospedali e scuole. In occasione della Giornata internazionale per la protezione dell’Istruzione dagli attacchi Save the Children avverte che “in Cisgiordania, operazioni militari, restrizioni alla circolazione, demolizioni di scuole e violenze dei coloni rendono sempre più difficile per oltre 834mila studenti accedere all’istruzione in modo sicuro e continuativo. Circa 420mila bambini a Gaza non hanno ancora accesso a forme di apprendimento in presenza”. Quanto alla Striscia di Gaza, “gli attacchi militari hanno danneggiato o distrutto gran parte delle infrastrutture scolastiche, con il 97,5% degli edifici scolastici danneggiati. Circa 700mila bambini in età scolare sono rimasti privi di un accesso adeguato all’istruzione”.

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