La Spagna? Un Paese serio. Ieri sera al Bernabe l’Inter ha giocato senza lo sponsor principale sulla maglia. Contro il Real Madrid, sul petto dei nerazzurri mancava infatti il consueto logo di Betsson Sport. Il motivo va cercato nelle regole spagnole sulla pubblicità collegata al gioco e alle scommesse. Ed è proprio il luogo della partita a fare tutta la differenza. Quando una squadra disputa una gara europea all’estero, gli sponsor presenti sulla divisa devono rispettare anche le norme vigenti nel paese che ospita l’incontro. Per l’Inter, giocare a Madrid ha quindi significato fare i conti con una legislazione diversa da quella italiana.

La Spagna applica una disciplina particolarmente rigida nei confronti delle sponsorizzazioni riconducibili agli operatori del gioco. Il riferimento è il Real Decreto introdotto nel novembre 2020 per regolamentare le comunicazioni commerciali legate al settore. Tra le disposizioni previste c’è anche il divieto di sponsorizzazione sulle maglie e sulle divise sportive per gli operatori legati al gioco. Negli anni alcune parti della normativa sono state oggetto di ricorsi e modifiche, ma il principio che riguarda le sponsorizzazioni sulle divise è rimasto centrale. Da qui la scelta dell’Inter: per poter scendere regolarmente in campo al Bernabéu, il club ha eliminato dalla maglia il proprio sponsor.

La particolarità del caso nasce dal confronto con ciò che accade in Italia. Betsson Sport viene presentato nel nostro Paese come un marchio dedicato allo sports infotainment, legato quindi a contenuti, informazione e intrattenimento sportivo. È con questa identità che il brand compare sulla maglia dell’Inter. Il rapporto tra le due parti è iniziato il 1° luglio 2024 e prevede un accordo fino al termine della stagione 2027-2028. Una sponsorizzazione importante anche dal punto di vista economico per il club nerazzurro. Anche in Italia esistono forti limitazioni sulla pubblicità relativa al gioco e alle scommesse, introdotte con il Decreto Dignità del 2018. Il punto decisivo riguarda però il modo in cui i singoli ordinamenti valutano i marchi collegati a gruppi attivi anche nel settore del betting. Una soluzione utilizzabile in Italia può quindi diventare incompatibile con le regole applicate in Spagna.

Le competizioni internazionali obbligano i club a confrontarsi con legislazioni differenti. Prima di una trasferta europea, le società devono verificare se i propri sponsor possano comparire sulle divise nel Paese della partita. Quando un marchio non risulta compatibile con le norme locali, può essere sostituito da un altro brand autorizzato oppure eliminato del tutto. Ed è esattamente ciò che è successo all’Inter. La maglia senza Betsson Sport vista contro il Real Madrid non nasconde quindi alcun caso societario. È la conseguenza diretta delle norme spagnole sulle sponsorizzazioni legate al betting. Un dettaglio che ha destato subito curiosità. Limitazioni esistono anche per marche di alcolici e sigarette.

A differenza dell’Inter, che ha scelto di “pulire” la maglia contro il Real Madrid, presentandosi senza sponsor. La Roma, per la partita d’esordio in Champions League contro il Fenerbahce, ha invece scelto di sostituire Eurobet.live con un’operazione di natura benefica. Un mancato incasso a livello commerciale che però potrebbe rientrare sia alla voce brand reputation per l’operazione benefica, ma anche per la tiratura limitata delle divise che potrebbe portare a ricchi incassi in chiave collezionismo

Quelle contro Real Madrid e Fenerbahce non saranno le uniche due partite in cui i due club si troveranno a dover rinunciare allo sponsor di maglia. L’Inter, ad esempio, sarà costretta a rinunciarci anche nella gara contro il Feyenoord in programma il prossimo 3 novembre, dato che anche le leggi olandesi si equiparano a quelle turche e spagnole. Se i due club dovessero poi andare avanti nel percorso dovranno decidere cosa fare in caso di accoppiamento con le realtà provenienti da questi stati oltre al Belgio.

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