Ripartono i prepensionamenti dei giornalisti, questa volta con fondi sottratti alle risorse necessarie alla partecipazione dei sanitari alle unità di valutazione delle disabilità da parte dell’Inps. I prepensionamenti – informa professione reporter.eu – riguardano la Gazzetta di Parma, Prealpina, Editoriale Domus, Mondadori Media, Gazzettino Venezia, Il Tempo, Unione Sarda e Nem nel 2026, e in più ci saranno alcuni posizioni autorizzate nel 2025. In totale 120 professionisti andranno in pensione anticipata con il contributo dello Stato.  Si tratta di prepensionamenti rimasti bloccati lo scorso giugno per mancanza di fondi.

E’ stata ora autorizzata una spesa di 4,6 milioni di euro per l’anno 2026 e di 1,7 milioni di euro per l’anno 2027, in base a un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto legge Pubblica amministrazione, approvato nelle commissioni Ambiente e Bilancio della Camera, firmato dal deputato Lorenzo Malagola. Le risorse relative al 2026 sarebbero ricavate da corrispondente riduzione delle risorse previste per la partecipazione dei professionisti sanitari alle unità di valutazione di base per il riconoscimento delle disabilità da parte dell’Inps (decreto legislativo 62/204). Il Movimento 5 Stelle ha protestato per questa scelta fatta dalla maggioranza di centrodestra.

Altri 120 prepensionamenti vorrebbero realizzare gli editori de La Stampa (43 posizioni), Resto del Carlino, Nazione, Giorno, Qn, Giornale di Brescia, Arena, Tuttosport, ma i finanziamenti non dovrebbero arrivare prima del gennaio/febbraio 2027.

Dal 2009, in base alle leggi che i governi di ogni colore hanno approvato, gli editori italiani hanno hanno mandato in pensione anticipata circa duemila giornalisti a carico della finanza pubblica e Inpgi (questa è una delle ragioni del fallimento dell’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani).

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