La segretaria del Pd intervistata dal direttore del Foglio Cerasa rivendica: “Il candidato o lo esprime il partito più votato o si fanno le primarie. Non serve un candidato moderato, ce lo hanno ripetuto per 20 anni, facendoci perdere”. I primi provvedimenti di un ipotetico governo Schlein? “Salario minimo e costo dell’energia”. E sull’Ucraina?: “Difenderla è la priorità di una grande forza di sinistra”.
“O si fa un accordo e la leadership va a chi prende un voto in più, come funziona in tutti i paesi europei, oppure si fanno delle primarie, alle quali mi sono subito detta disponibile proprio per il bene delle coalizione. Il candidato non si sceglie con manovre di palazzo o in una stanza chiusa. Hanno sempre provato a commissionarmi, a federarmi o farmi fuori, eppure siamo ancora qui. Non credo che sia quindi il momento di farci spiegare come dobbiamo riuscire a vincere, perché ci diranno sempre la stessa cosa: ‘Si vince al centro’, e che quindi ‘sarebbe meglio un candidato più disponibile alle larghe intese, più moderato e rassicurante’. Ecco in questi 20 anni ci hanno fatto sempre perdere così, quindi io dico che è ora di cambiare e provare qualcosa di diverso”.
