A Bologna è nato il primo liceo senza voti: una classe del liceo scientifico Manzoni sta portando avanti una sperimentazione in cui le verifiche non si chiudono più con il classico numero ma con la valutazione finale in pagella. Al posto dei voti ci saranno forme di valutazione diverse, che mirano a capire cosa lo studente sa davvero, come ragiona, quali sono le sue potenzialità.
Quindi addio ai numeri rossi su compiti in classe e diari, sufficienze e insufficienze sul registro. Il liceo, una scuola paritaria, dal prossimo anno avvierà, primo nel capoluogo, la sperimentazione di una classe in cui le attività degli studenti non saranno sottoposte a voti o giudizi. Il progetto guarda ad altre simili esperienze già avviate in Italia, come quella dell’istituto Morgagni di Roma e del liceo Monti di Cesena. L’obiettivo è migliorare il benessere di ragazze e ragazzi a scuola.
La dirigente scolastica Marilena Ignesti, coordinatrice didattica delle scuole Manzoni, e Giacomo Rosso Marzali, referente della classe per gli obiettivi e il dialogo, hanno spiegato che la sperimentazione non è un test “usa e getta”: l’idea è di accompagnare la stessa classe fino all’Esame di Stato, mostrando che si può arrivare alla Maturità anche con un percorso valutativo alternativo. Se i risultati resteranno positivi, il progetto verrà poi esteso a tutte le classi del liceo.
Secondo quanto emerge dalla sperimentazione, gli alunni riescono ad apprendere meglio quando non si sentono costantemente sotto esame. L’attenzione si sposta dalla gara a chi prende il voto più alto alla capacità di capire davvero gli argomenti, fare domande, migliorare passo dopo passo. Nelle loro parole, l’obiettivo è: evidenziare cosa funziona nel ragionamento dello studente e indicare come migliorare, senza ridurre tutto a un 5 o a un 8. In questo modo la valutazione diventa più simile a un dialogo continuo, che prova a sostenere davvero la crescita. L’errore non è più un marchio, ma un punto di partenza per capire cosa rivedere. Una logica che, secondo i docenti coinvolti, rende gli studenti più consapevoli e meno bloccati dalla paura del giudizio. La preside del liceo Manzoni è stata chiara: la classe coinvolta verrà. L’idea è verificare se un sistema senza voti numerici riesca a garantire preparazione adeguata per l’Esame di Stato e permetta agli studenti di arrivare all’ultimo anno con meno stress e più competenze reali.
Se i risultati continueranno a essere positivi, il liceo punta a estendere il modello a tutte le classi, trasformandosi di fatto in una scuola superiore in cui la valutazione guarda prima di tutto alla qualità dell’apprendimento, e non solo al numero scritto sul registro. Una possibile anticipo di come potrebbe essere, un domani, la scuola italiana senza l’ossessione del voto.
