Amarezza e rabbia ai distributori. Prima della guerra in Iran un barile di petrolio costava poco più di 70 dollari, in pochi giorni si è arrivati a oltre 93. Risultato: benzina a quasi un euro e 80 al litro, gasolio sui due euro. In autostrada va ancora peggio. A Bolzano e Trento i rincari più salati, denuncia Federconsumatori.
Il rischio di una crisi energetica è enorme. Abolire le accise per calmierale i prezzi? No, stavolta è stata Elly Schlein, segretaria del Pd, a convincere la premier Giorgia Meloni a prendere in considerazione l’idea di rendere mobili le accise. La premier ha promesso di monitorare l’andamento dei prezzi che, al ritmo attuale, rischia di provocare un danno rilevante alle attività economiche e un salasso per le famiglie italiane.
Dopo le autostrade, oggi è la volta di Bolzano, primo territorio a toccare la soglia di 2 euro per il gasolio in modalità self service secondo i dati del ministero. “Ma il dato che desta più preoccupazione è il rialzo giornaliero. Nonostante di domenica i distributori self service non cambino solitamente il prezzo, secondo la nostra elaborazione dei dati del ministero, in Calabria tra sabato e domenica il prezzo del gasolio è schizzato di 2,1 cent al litro, pari a 1 euro e 5 cent per un pieno di 50 litri, regione che detiene il record anche per il maggiore balzo giornaliero della benzina, decollata in 24 ore di 35 centesimi a rifornimento. Ci domandiamo cosa accadrà domani alla riapertura di tutti i distributori, quando la media non sarà più abbassata da chi ha lasciato invariato il prezzo nel week-end” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per questo chiediamo al Governo di intervenire lunedi mattina con un decreto legge che riduca le accise di 10 centesimi e stoppi questa progressione. Non servono meccanismi mirabolanti per farlo, basta volerle ridurre” prosegue Dona, “Ci preoccupa, infatti, la dichiarazione di ieri della Premier Meloni, ossia che lo strumento della sterilizzazione è già allo studio da qualche giorno da parte Mef. Ci offriamo di dare ripetizioni gratuite ai tecnici del Mef, atteso che è dal 2002, ossia 24 anni fa, che i governi stanno studiando questo meccanismo. Nel 2002, infatti, l’allora ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, dichiarò: “Stiamo studiando un meccanismo sulle accise che possa stabilizzare il prezzo della benzina. Che serva un aiutino?” conclude Dona.
L’aumento dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana finisce al vaglio dell’Antitrust. L’Assoutenti ha deciso infatti di presentare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza per le anomalie che si stanno registrando sul fronte dei listini di benzina e gasolio venduti in Italia.
Dal monitoraggio di Staffetta Quotidiana emerge come tutti i marchi petroliferi stiano aumentando i prezzi al pubblico con rincari dei carburanti che arrivano fino a 10 centesimi di euro al giorno – spiega Assoutenti – Una escalation repentina che vede coinvolte tutte le compagnie petrolifere e che da un lato sta facendo rapidamente salire i costi dei rifornimenti, dall’altro rischia di avere ripercussioni pesanti su prezzi al dettaglio considerato che l’80% della merce in Italia viene trasportata su gomma.
“Un andamento del tutto anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità, soprattutto se si considera che la materia prima petrolio è stata acquistata dalle società nei mesi scorsi a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli odierni – afferma il presidente Gabriele Melluso – Inoltre deve essere chiaro agli italiani che non c’è una relazione diretta tra aumento del greggio e aumento del prezzo della benzina: ad esempio nell’ottobre 2012 il valore del Brent era di 112 dollari al barile, superiore agli 82 dollari odierni, e il prezzo della benzina si attestava allora a 1,83 euro al litro, importo assai simile all’attuale se si considera che oggi la verde gode del taglio delle accise scattato lo scorso gennaio . La speculazione dunque non è un rischio ma un dato oggettivo”.
Nell’interesse della collettività abbiamo deciso di investire della questione l’Antitrust, affinché valuti l’apertura di una indagine sull’andamento dei listini dei carburanti negli ultimi giorni, ed escluda la possibile presenza di cartelli anti-concorrenziali o pratiche scorrette a danno dei consumatori – conclude Assoutenti.
LE ACCISE MOBILI
Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social si è espressa sull’argomento: “Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione”. In particolare, ha aggiunto, “sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accesi. È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra e la sua attivazione è già allo studio da qualche giorno da parte del Ministero dell’Economia”.
