lunedì 9 Marzo 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

VOTO IN UNGHERIA / La Destra di Orbàn parte in svantaggio nei sondaggi. Forte sostegno all’opposizione dei giovani

E’ cominciata ieri, sabato 21 febbraio, in Ungheria la campagna per le elezioni parlamentari del 12 aprile, la più difficile per Viktor Orbàn, il primo ministro di destra che guida il Paese da 16 anni. Gli istituti demoscopici indicano elezioni con meno margine di voto degli ultimi 20 anni, e quindi di conseguenza un periodo di campagna elettorale molto intenso per nomn dire velenoso. Le aziende vicine al governo misurano regolarmente il vantaggio di Fidesz, il partito di Viktor Orbàn: l’Istituto Nézőpont, ad esempio, ha riferito una settimana fa che il partito di governo  otterrebbe il 46% e Tisza il 40% se le elezioni si tenessero ora.

I sondaggisti indipendenti, invece, danno un vantaggio stabile per Tisza, raggruppamento di centrosinistra. Secondo un sondaggio condotto dal 21 Research Centre due settimane fa, Tisza, è in vantaggio su Fidesz di 7 punti percentuali tra la popolazione totale, di 10 punti percentuali tra coloro che possono votare per un partito e di 16 punti percentuali tra coloro che sono elettori sicuri. Il Nostro Paese, la Coalizione democratica e forse il Partito del cane a due code ungherese hanno ancora una possibilità di entrare in Parlamento.

I risultati dei sondaggi d’opinione dovrebbero essere osservati con cautela per il momento, e non solo perché c’è ovviamente un’enorme varianza e le preferenze elettorali potrebbero cambiare molto nei 50 giorni rimanenti. È molto importante anche il modo in cui la popolarità dei partiti sarà convertita in voti il 12 aprile (cioè quale partito riuscirà a mobilitare i suoi elettori) ecome i voti si tradurranno in seggi parlamentari. Quest’ultimo aspetto sarà deciso dal sistema elettorale. Nel sistema attuale, secondo gli esperti, il disegno favorevole dei collegi elettorali dà a Fidesz il 2-3% del risultato di lista, quindi anche in un caso estremo, il partito Tisza potrebbe ottenere più voti maFidesz potrebbe vincere più seggi parlamentari e formare un governo. Inoltre, i sondaggi non includono i voti provenienti da oltre confine, che quasi certamente miglioreranno il risultato dell’attuale partito di governo.

La campagna elettorale dei principali partiti è già iniziata con largo anticipo rispetto ai 50 giorni di campagna. I media ungheresi sostengono che il partito di opposizione Tisza, guidato da Peter Magyar (sotto, nella foto), abbia mantenuto un vantaggio di 10 punti rispetto al partito del premier Orbàn, al potere dal 2010, che si trova ad affrontare una competizione molto impegnativa e difficile, avendo un sostegno maggiore solo tra gli elettori di età e nelle zone rurali. Tisza beneficia, invece, di un forte sostegno tra i giovani, con il 41% rispetto al 22% per Fidesz. Le elezioni hanno implicazioni importanti per l’Europa (i giovani ungheresi vogliono un rapporto più stretto con l’Unione Europea), e Tisza promette di combattere la corruzione e di sbloccare fondi europei per stimolare l’economia.

Saranno comunque i giovani l’ago della bilancia di queste elezioni, sempre più decisi a contrastare l’involuzione dell’Ungheria moderna. Di sicuro, viste le premesse, sarà una campagna aspra e velenosa.

 

Il ruolo preminente dei contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale – scrivono da Budapest Rita Konya e Magyar Adam, giornalisti di Euronews – è forse la più grande novità della campagna di quest’anno rispetto a quelle precedenti. Negli ultimi mesi, numerosi video di IA sono apparsi su siti dei social media filogovernativi e in pubblicità online. Il protagonista dei video è di solito Péter Magyar, e la trama prevede che il politico dell’opposizione dimostri una delle affermazioni fatte su di lui dai funzionari del governo. Anche molti dei manifesti affissi per le strade si basano su un metodo simile. I video generati al computer appaiono talvolta sulla pagina Facebook del primo ministro e sulle piattaforme ufficiali di Fidesz. Qualche giorno fa, ha suscitato grande scalpore il video postato sulla pagina Facebook di Fidesz a Budapest di una ragazza ungherese che piange il padre, colpito da un proiettile alla testa. Il messaggio del video, che ora conta più di mezzo milione di visualizzazioni, è che chiunque non voti per Fidesz rischia la guerra.

Contenuti simili non sono utilizzati, però, solo dal governo. Pochi giorni fa, sulla pagina Facebook di Ellenszél, un media vicino alla Coalizione Democratica, è stata lanciata una campagna di AI  a sostegno di una delle principali promesse di DK (non concedere il diritto di voto agli ungheresi che vivono fuori dal Paese). I video, che hanno centinaia di migliaia di visualizzazioni, mostrano un ungherese fuori dal Paese che dichiara che voterà per Fidesz e che non gli importa di ciò che accade in Ungheria perché non ci vive, e poi ride.

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