Niscemi, in provincia di Caltanissetta in Sicilia, è stata interessata da un’enorme frana, che ha costretto la Protezione civile a evacuare oltre 1.500 persone e a chiudere le scuole. L’evento franoso si è verificato il 25 gennaio intorno alle 13, tra la Strada Provinciale SP10 e il centro abitato, poco distante dal quartiere Sante Croci. Anche oggi la frana continua a muoversi. Un cedimento che non dev’essere però attribuito alla natura, ha detto il sindaco. Ha provocato il crollo di una palazzina di tre piani che da giorni era in bilico. L’edificio era nel quartiere Sante Croci, sul ciglio dello smottamento, in piena zona rossa. Su tutto il territorio piove ininterrottamente dalla mattinata di oggi, 31 gennaio.
NISCEMI, PRIMA E DOPO
Partirà dall’acquisizione di un’enorme mole di carte l’inchiesta per disastro colposo aperta dalla Procura di Gela sulla frana. I pm, che la prossima settimana daranno incarico formale a tre consulenti (tutti professori universitari) di svolgere gli accertamenti, tenteranno di ricostruire tutti gli interventi realizzati dal 1997, anno di un altro grosso smottamento del terreno. Lo scopo è capire se si sarebbe potuto fare qualcosa per impedire l’innesco del crollo del costone che ha lasciato in bilico, su un precipizio di 50 metri, decine di case e chi, eventualmente, sarebbe stato deputato a intervenire. Un lavoro complicato, visto che in 29 anni si sono susseguiti decine di ordinanze di Protezione civile che dichiaravano lo stato di emergenza nella zona (9 solo tra il 1997 e il 2002) e stanziamenti di fondi per decine di milioni che avrebbero tuttavia portato a interventi minimi.
Un paio di giorni fa si erano registrati, sul fronte franoso, ulteriori cedimenti che avevano provocato forti boati. La zona continua ad essere presidiata dalle forze dell’ordine e dalla Protezione civile, mentre il monitoraggio della collina prosegue. Partirà dall’acquisizione di un’enorme mole di carte l’inchiesta per disastro colposo aperta dalla Procura di Gela sulla frana. I pm, che la prossima settimana daranno incarico formale a tre consulenti (tutti professori universitari) di svolgere gli accertamenti, tenteranno di ricostruire tutti gli interventi realizzati dal 1997, anno di un altro grosso smottamento del terreno.
Lo scopo è capire se si sarebbe potuto fare qualcosa per impedire l’innesco del crollo del costone che ha lasciato in bilico, su un precipizio di 50 metri, decine di case e chi, eventualmente, sarebbe stato deputato a intervenire. Un lavoro complicato, visto che in 29 anni si sono susseguiti decine di ordinanze di Protezione civile che dichiaravano lo stato di emergenza nella zona (9 solo tra il 1997 e il 2002) e stanziamenti di fondi per decine di milioni che avrebbero tuttavia portato a interventi minimi.
Le immagini fanno impressione: il taglio, che inizialmente era di 5 o 6 metri, si è allargato durante questa notte ed è arrivato a misurare fino a 25 metri, con un fronte di circa 4 km. Ma cosa è accaduto esattamente e che tipologia di frana è? In questo video vedremo cos’è successo ieri in Sicilia, regione già devastata dalla tempesta Harry, e cos’è una frana a scorrimento come quella di Niscemi.
LA SPIEGAZIONE GEOLOGICA della frana di Niscemi (da GEOPOP)
LA MAPPA delle frane in Italia, i territori più a rischio e i dati sul dissesto (Idrogeo-Ispra)




