domenica 31 Agosto 2025

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

E IL TG5 SE LA RIDE

Il Tg5 ha superato il Tg1 firmato dal filo-meloniano Gian Marco Chicchi. Il quale accampa pr il flop scuse campate in aria: colpa della burocrazia (e che è?) e della lottizzazione, come se il nostro fosse un giornalista di passaggio. Sembra che Giorgia Meloni voglia ora Chiocchi come suo portavoce, forse un modo elegante per scalzarlo dalla direzione fallimentare in Rai, vista anche la sorte che era toccata a tale Mario Sechi, defenestrato da Palazzo Chigi e salvato poi con la direzione di Libero.

Non sarà la prima volta che accade, ma un risultato avverso per lo storico Tg1 di prima serata è davvero molto doloroso per l’Azienda di Viale Mazzini. La sera del 28 agosto il Tg1 delle 20 ha totalizzato 2.604.000 e il 22.8%, il Tg5 di Canale 5 (diretto da Clemente Mimun – nella foto Ufficio Stampa Mediaset – che ovviamente se la ride) ha raccolto 2.698.000 (24%). Per il resto, in una giornata floscia che ha proposto le solite, insopportabili repliche della Rai, svetta ancora con clamore il successo de “La ruota della Fortuna” di Gerry Scotti che svetta a 4.544.000 telespettatori e il 26,7 per cento di share contro quello che resta di Techetechetè (2.398.000 spettatori e il 14.1%).

Sembra ormai giunta al capolinea la direzione di Chiocci al Tg1. Secondo Il Foglio, Chiocci sarebbe destinato a diventare il nuovo portavoce della premier Meloni, con il delicato compito di ridefinire la strategia di comunicazione istituzionale in vista delle elezioni del 2027.

L’obiettivo della premier è chiaro: arrivare al prossimo appuntamento elettorale con un’immagine fortemente istituzionale ed europea, capitalizzando la credibilità costruita a livello internazionale.

Lunga carriera giornalistica, prima da cronista e poi da direttore a Il Tempo e AdnKronos, Chiocci è da sempre considerato vicino a Meloni. Era arrivato a Viale Mazzini nel maggio 2023, rappresentando il volto del nuovo corso Rai targato centrodestra.

Contattato dall’AdnKronos, Chiocci ha confermato le indiscrezioni, pur ridimensionandole: “Sì, ho letto queste indiscrezioni. Di vero c’è solo che nei giorni scorsi la premier mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano. Una chiacchierata, come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita alcuna decisione da parte mia. È ovvio che, qualora dovessi prenderla in considerazione, ne informerei per tempo l’azienda, dimettendomi da direttore del Tg1. Ma allo stato, ripeto, non c’è nulla”.

Secondo l’Ansa, Chiocci durante la riunione di mezzogiorno con la redazione avrebbe preso tempo dicendo: “Non me ne vado, sto bene, al Tg1”.  Dichiarazione diplomatica che non corrisponde totalmente alla realtà. Infatti il direttore non ha mai nascosto il disagio per il clima di lottizzazione che pervade le redazioni Rai, né per la burocrazia asfissiante dell’azienda. Insomma, il direttore di quello che era il telegiornale più importante della tv italiana, giustifica il flop e il livello scadente con la burocrazia e la lottizzazione, come se a insediarlo alla direzione sia stato lo Spirito Santo o come se lui fosse il portinaio della Rai. Ma a chi la dà a bere… Il Tg1 firmato dal lottizzato Chiocci era ed è inguardabile.

Articolo precedente

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti