Il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini ha ospitato a Roma, nella sede del suo ministero, il leader neonazista inglese, Tommy Robinson, membro del British National Party, partito antisemita e negazionista dell’Olocausto, leader dell’English Defence League, movimento razzista e suprematista. Robinson è stato condannato e incarcerato per violenze contro un agente di polizia, rissa, droga, truffa e violazione di ordini giudiziari.
La foto pubblicata da Tommy Robinson sui suoi canali social ha scatenato accese polemiche da parte dei progressisti, inducendo anche le critiche di Forza Italiail dibattito politico in Italia. Nel post Robinson ha elogiato Salvini come “un leader forte e senza paura” e ha sottolineato la necessità di creare alleanze tra politici europei con simili visioni sull’immigrazione e la sicurezza. Lo scatto ha rapidamente fatto il giro dei social, raccogliendo commenti di sostegno da parte di chi condivide la linea dura sulle politiche migratorie, ma anche forti critiche che denunciano il rischio di legittimare una figura controversa come Robinson, noto per posizioni estremiste e condanne legali legate a discorsi d’odio.
A intervenire è anche il vicepremier, Antonio Tajani. Tommy Robinson «è incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro», ha detto il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, a Milano per un evento del suo partito al Teatro Manzoni. Tajani ha poi aggiunto: «Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro». Per il Pd, come per Avs si è in presenza di un atto gravissimo e vergognoso”. Nessuna reazione finora da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
E’ emerco un ulteriore elemento che rende la vicenda ancora più inquietante. “Nel video dell’incontro compare chiaramente un’altra persona, accanto al leader nazista, con il volto oscurato. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che apre nuove domande a cui Salvini continua a sottrarsi – ha detto il dem Orfini – Chi era quella persona? Perché il suo volto è stato nascosto? A che titolo era presente? Oscurare un volto dentro un palazzo istituzionale è un gesto inquietante. La trasparenza non è facoltativa”.
