di Daniele Di Bartolomei *
— Giovedì il presidente Donald Trump ha rilanciato sul suo sito d’informazione Truth l’idea di voler tentare di ottenere un “quarto mandato”, nonostante gli ultimi sondaggi sul tasso di approvazione nei confronti della sua amministrazione siano stati i peggiori della sua presidenza.
“Numeri record ovunque! Dovrei provare a ottenere un quarto mandato?”, ha chiesto il leader USA su Truth Social. In realtà il presidente è alla sua seconda esperienza alla guida della Casa Bianca: con le sue parole, dunque, ha lasciato intendere di considerare vinte anche le elezioni del 2020, anno in cui in realtà venne sconfitto alle urne dal democratico Joe Biden. Lo scorso anno il leader USA ha ripetutamente accennato a un potenziale terzo mandato, dichiarando alla NBC News che “non stava scherzando” sulla possibilità di ricandidarsi, e vendendo addirittura gadget targati “Trump 2028” attraverso i suoi negozi ufficiali. All’inizio di questo mese, il presidente ha detto ai repubblicani della Camera, durante un incontro politico annuale, che avrebbe trascorso “quattro anni incredibili” se avesse potuto candidarsi nuovamente alla Casa Bianca, ma ha ammesso: “Immagino che non mi sia permesso”.
Tutti i presidenti degli Stati Uniti possono ricoprire tale carica per due mandati, come stabilito dal 22° emendamento, ratificato nel 1951 dopo la morte di Franklin D. Roosevelt. Tuttavia, ciò non ha impedito a Trump di discutere di un possibile terzo incarico con il suo storico consulente legale, Alan Dershowitz. In ogni caso, essendo stato già eletto nel 2016 e nel 2024, Trump non può ripresentarsi per una terza rielezione senza un emendamento costituzionale.
I commenti di Trump giungono poche ore dopo che quest’ultimo aveva criticato duramente i diversi sondaggi, definiti “falsi”, che avevano mostrato come il suo indice di gradimento avesse toccato i minimi storici. Un sondaggio del New York Times/Siena College Research Institute ha mostrato che il suo consenso era sceso a poco meno del 40%, mentre un’analisi separata dell’American Research Group, pubblicata mercoledì, lo collocava ancora più in basso, al 35% , con un 63% di disapprovazione.
“I VERI sondaggi sono stati OTTIMI, ma si rifiutano di pubblicarli”, ha scritto a sua volta il presidente, prima di accusare l’analisi targata Times/Siena di essere “fortemente sbilanciato a favore dei democratici”. “Bisogna fare qualcosa contro i sondaggi falsi! Sono VERAMENTE FUORI CONTROLLO”, ha aggiunto, “Abbiamo la più grande economia nella storia del nostro Paese, abbiamo il confine più saldo della storia, nessuno ha mai fatto un lavoro di questo tipo”.
* The Voice of New York
NOTA. Questa corrispondenza da New York ci offre un’altra preoccupante immagine del presidente Trump e della deriva del suo Paese. E’ un uomo che dice al mondo che la Casa Bianca è sua. Ormai la considera come una sua proprietà e non come il luogo dove amministrare gli Stati Uniti secondo la legge e la Costituzione. Resta il fatto che le parole di Trump e i suoi desideri, che potremmo chiamare anche capricci, non vanno mai sottovalutati.
