sabato 24 Gennaio 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

GLI SGHERRI DI TRUMP fermano un bimbo di 5 anni per catturare il padre. Indignazione in tutto il mondo

Gli sgherri di Donald Trump, gli agenti della milizia antimmigrazione dell’Ice, hanno superato a Minneapolis qualsiasi limite della civiltà e dell’umanità: hanno fermato un bambino di 5 anni per usarlo come esca e catturate il padre, immigrato. La maestra dell’asilo lancia accuse gravissime agli agenti definendo “ormai insostenibile” la situazione nella città del Minnesota.

Negli Stati Uniti, sono sempre più intense le operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), il corpo di miliziani di estrema destra votato a reprimere l’immigrazione che Trump sta usando anche per destabilizzare gli Stati a guida democratica. Il risultato è una crescente ondata di polemiche e tensioni legali, segnata da arresti di minori e decessi sospetti nei centri di detenzione.

Gli agenti del famigerato Ice hanno arrestato almeno quattro bambini dello stesso distretto scolastico dall’inizio dell’anno, tra cui un bambino di 5 anni.  In particolare a storia del bimbo di 5 anni, Liam, raccontata nei dettagli dal Washington Post, sta suscitando indignazione, non soltanto negli Stati Uniti. Il piccolo è stato usato come esca per fermare il padre, identificato come Adrian Alexander Conejo Arias.

l piccolo non è il solo fermato in queste due settimane. Altri tre ragazzi dello stesso distretto scolastico sono stati bloccai dagli agenti nel giro di pochi giorno: due di 17 anni e una bambina di 10.

La foto di Liam (sopra), con indosso un berretto di lana blu e lo zainetto sulle spalle, affiancato dagli agenti con il volto coperto e armati fino ai denti è diventata virale sul web suscitando shock e indignazione. Il padre e il bambino si rovano ora rinchiuso in un centro di detenzione in Texas, a Sant’Antonio.

Il dipartimento per la sicurezza smentisce: “Il padre è fuggito e noi abbiamo messo in sicurezza il bambino” Il dipartimento per la sicurezza interna americano smentisce l’arresto di Liam, cinque anni, da parte di agenti dell’immigrazione alla periferia di Minneapolis. “L’Ice non ha preso di mira un minore. Il bambino è stato abbandonato”, si legge in una nota pubblicata sui social.

 

“Il 20 gennaio, l’Ice ha condotto un’operazione per arrestare Adrian Alexander Conejo Arias, un immigrato clandestino proveniente dall’Ecuador, che era stato rimesso in libertà dall’amministrazione Biden”, si spiega. “Quando gli agenti si sono avvicinati al veicolo, Adrian Alexander Conejo Arias è fuggito a piedi, abbandonando il figlio. Per garantire la sicurezza del bambino, uno degli agenti è rimasto con lui, mentre gli altri agenti hanno arrestato Conejo Arias”.

Nonostante le rassicurazioni del capo della Border Patrol, Gregg Bovino, secondo cui l’obiettivo è colpire solo soggetti con precedenti penali, le famiglie coinvolte risultano avere richieste di asilo attive e nessun ordine di espulsione pendente. Un memorandum interno dell’ICE ottenuto dalla Associated Press rivela un drastico cambio di strategia: agli agenti sarebbe stato dato il via libera per forzare l’ingresso nelle abitazioni private senza il mandato di un giudice, cioè basandosi solo su ordini amministrativi. Questa direttiva contrasta con le tutele del quarto emendamento della Costituzione americana e con le storiche linee guida che impedivano l’accesso alla proprietà privata senza autorizzazione giudiziaria.

Arresti dell'ICE a Minneapolis, Minnesota

In parallelo, un rapporto di autopsia scuote l’opinione pubblica e getta ombre lugubri sulla condizione delle persone arrestate quando arrivano nei centri di detenzione.  Geraldo Lunas Campos, un immigrato cubano di 55 anni, è morto il 3 gennaio nel campo East Montana, in Texas: per asfissia dovuta a compressione del collo e del torace. Sebbene il dipartimento della Sicurezza interna avesse parlato di un tentativo di suicidio, i medici legali hanno classificato il decesso come omicidio, confermando segni di colluttazione con le guardie. Questo è il terzo decesso registrato in poco più di un mese nella struttura, che è gestita da una società privata priva di precedente esperienza nel settore carcerario.

Arresti dell'ICE a Minneapolis, Minnesota

La situazione aggrava lo scontro politico tra l’amministrazione del presidente Donald Trump e i governatori democratici, come Tim Walz del Minnesota. Le tensioni sono degenerate in reciproche cause legali dopo la già ricordata uccisione di Renee Good, colpita dal fuoco di un agente dell’ICE all’inizio di gennaio. L’opposizione democratica al Congresso chiede la chiusura delle strutture di detenzione temporanee, ma l’Ice continua a espandere le sue operazioni tattiche nelle principali città americane.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti

Le notizie della tua città