lunedì 9 Marzo 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

IL PICCOLO DOMENICO E’ MORTO

Domenico, il bimbo di due anni e mezzo è morto stamani all’ospedale Monaldi di Napoli, dove era ricoverato, attaccato a un macchinario, dopo il trapianto sbagliato del 23 dicembre che gli aveva fatto avere un nuovo cuore danneggiato, ‘bruciato’ durante il trasporto da Bolzano per colpa del ghiaccio secco. Per quello che è successo al bimbo sono indagati dalla Procura di Napoli sei medici (ma il numero è destinato ad aumentare, perchè anche la Procura di Trento si dovrebbe muovere): l’accusa, dopo la morte del piccolo, è diventata omicidio colposo da lesioni colpose gravi che era prima. L’autopsia sarà disposta a breve dalla Procura di Napoli. L’organo era stato prelevato a Bolzano da una equipe appositamente giunta da Napoli, ma è arrivato al Monaldi danneggiato, probabilmente a causa delle bassissime temperature a cui è stato esposto per l’intero viaggio di ritorno. Dovrà essere vagliato il tipo di contenitore utilizzato e anche le modalità impiegate, che a quanto pare non hanno seguito il protocollo previsto. La madre: “Ora una fondazione nel nome di Domenico”.

LA CRONACA 
“Quello che è successo a mio figlio non deve essere dimenticato”. Patrizia, la mamma del bambino di 2 anni che a Napoli è diventato un caso sanitario nazionale per il calvario seguito al trapianto di un cuore danneggiato, parla in tv. Ed è come se mettesse mediaticamente la parola fine alla sua dolorosa vicenda, scrive l’Agenzia Dire (www.dire.it). “Abbiamo deciso di accompagnare il bambino alla fine della vita, non è eutanasia, ma inizierà una terapia clinica non finalizzata alla guarigione ma ad alleviare le sofferenza”. Il trapianto di cuore per il bambino di Napoli non  si farà: il comitato di esperti a consulto nell’ospedale Monaldi ha detto no all’intervento per il bambino di Napoli: Il cuore nuovo, che si era reso disponibile nelle ultime ore sarà ora a disposizione di altri tre giovani pazienti attualmente presenti nella lista di attesa dei trapianti.
“Purtroppo, abbiamo preso le cartelle cliniche e i pareri del gruppo interdisciplinare – ha detto l’avvocato Francesco Petruzzi su Rete 4 – e li abbiamo sottoposti al nostro medico legale Luca Scognamiglio ma, soprattutto, quando è stata tolta la sedazione il bimbo non si è svegliato. È stata valutata una prognosi, senza ombra di dubbio infausta. Per volontà della famiglia abbiamo fatto richiesta di Pcc, una pianificazione condivisa delle cure, istituto introdotto dal 2017. Ci tengo a precisare che non si parla di eutanasia, ma per evitare l’accanimento terapeutico, è volta a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione ad alleviare le sofferenze. L’ospedale ha accettato la richiesta e domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà il primo accesso a cui parteciperanno i genitori e il medico legale di parte per pianificare il percorso terapeutico della terapia antidolore”.
IL CONSULTO DEGLI ESPERTI
Non ci sarà un nuovo trapianto di cuore per il piccolo ricoverato al Monaldi. La madre sperava, i medici dell’ospedale Monaldi insistevano, ma – come già valutato il 14 febbraio scorso dall’ospedale Bambino Gesù di Roma – non è possibile sottoporre a un nuovo trapianto di cuore al bimbo di 2 anni e 4 mesi, a cui il 23 dicembre scorso è stato impiantato un cuore “bruciato” a causa della cattiva conservazione durante il trasporto dell’organo.  Il no è dal comitato di esperti che si è riunito stamani in ospedale per valutare la trapiantabilità del piccolo paziente ricoverato in terapia intensiva dopo il trapianto di un cuore inutilizzabile eseguito il 23 dicembre.

Il comunicato dell’ospedale. “L’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che si è concluso il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. Un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”

Il presidente della Regione Fico.  “È una vicenda molto dolorosa. Ho attivato da subito i massimi poteri di vigilanza, controllo e ispettivi della Regione Campania: ho avuto una relazione di 290 pagine che ho mandato al ministro Schillaci, con cui ho avuto anche un incontro che era già programmato. Oggi ci sono anche gli ispettori del ministero, vedremo anche loro cosa diranno. Il pensiero è prima di tutto al bambino e alla famiglia, poi verrà tutto il resto. L’istituzione deve essere sempre rispettosa e lavorare nell’interesse pubblico, in questo caso l’interesse anche della famiglia”. E’ quanto ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine di una seduta del Consiglio regionale, rispondendo sulla vicenda del piccolo paziente dopo il trapianto di un cuore inutilizzabile.

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