lunedì 26 Gennaio 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

“FUORI I CONTI REALI”

I giornalisti de La Stampa pagheranno un legale che verifichi i conti di Gedi, la società di John Elkann che sta vendendo il giornale e di Sae, che sta trattando in esclusiva per l’acquisto. In particolare, vogliono vederci chiaro sui costi per la stampa del quotidiano, fatturati da Gedi Printing, ritenuti doppi da molti operatori del settore tra cui Nem, la cordata veneta esclusa a sorpresa dall’acquisto del quotidiano torinese. Sotto la lente degli esperti incaricati dalla redazione finiranno anche i servizi fatturati a La Stampa da Gedi Digital, Gedi Visual, Gps e Accenture. Gli esperti setacceranno anche i conti di Sae. A Sae saranno inoltre chieste le risultanze della “due diligence”, vale a dire la verifica dettagliata dei dati di bilancio di Gedi.

La redazione de La Stampa -si legge in un comunicato del Comitato di redazione – non firma cambiali in bianco a nessun compratore, chiunque sia, in una situazione di grande opacità della vendita, e non conoscendo i conti reali della Stampa e i reali bilanci determinati dalla presente proprietà. L’Assemblea delle giornaliste e dei giornalisti chiede che siano date garanzie scritte sul fatto che qualsiasi nuova proprietà non proceda ad alcuna cassa integrazione, rispetti tutti gli accordi aziendali in essere e non chiuda nessuna redazione. L’Assemblea si aspetta che da parte della società acquirente venga presentato un progetto finanziario solido, per garantire sia la fase iniziale sia lo sviluppo futuro. Chiediamo il rispetto della storica indipendenza e autorevolezza della testata e progetti credibili di sviluppo su carta, online e eventi con chiara distinzione tra contenuti e pubblicità. Inoltre, occorre avere chiarezza a proposito della compagine societaria con cui Sae intende rilevare la testata, al momento non ancora comunicata. La redazione chiede di poter esser messa a conoscenza dei dati di bilancio degli ultimi anni de La Stampa che emergeranno dalla ‘due diligence’. L’Assemblea dei redattori resta vigile e attenta e conferma al Cdr lo stato di agitazione e il pacchetto di 5 giorni di sciopero votato nelle scorse settimane”.

Il 23 gennaio su richiesta del Cdr è avvenuto un incontro convertici di Sae, con l’amministratore delegato Alberto Leonardis e il Direttore Editoriale Antonio Di Rosa. Leonardis ha ha detto che vuole far tornare La Stampa ad essere “il giornale della borghesia illuminata, dopo anni di appannamento”. Che non chiuderà sedi nè farà licenziamenti, ma che oltre all’attività editoriale si concentrerà su eventi e marketing, con la partecipazione dei giornalisti. Il suo piano prevede 60 prepensionamenti in due tranche 2026/2027 e 2028/2029. Intende mantenere linea e ruolo del giornale migliorando la parte commerciale.

Leonardis ha affermato che in tutte le zone dove ha acquisito giornali Sae detiene il 51 per cento, lasciando il 49 per cento a soci locali. Allo stesso modo per La Stampa ora deve trovare soci che coprano il 49 per cento. Sae con l’acquisto della Stampa compirebbe un salto di qualità notevole: solo da 5 anni il gruppo si è avviato nella difficile strada dell’editoria, finora locale. Un‘ipotesi -assolutamente negata da Sae- è che Leonardis possa spostare la Stampa in un’ambito più vicino al governo.

Molte cose si tanno muovendo nell’ambito della stampa di centrodestra. Del Vecchio ha appena conquistato la maggioranza nel Gruppo che edita Resto del Carlino, Nazione, Giorno e Qn. Angelucci si è rafforzato nella proprietà de Il Giornale. Il presidente della Regione Piemonte Cirio in un’assemblea alla Stampa aveva fatto il nome di Caltagirone come possibile acquirente, notizia mai confermata.

da Professionereporter.eu

FOTO Cortesia Torino Today

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