REPORT: “Spiati i computer di tutti i magistrati italiani”. Nordio smentisce, ma Ranucci conferma

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Un servizio choc di Report sta sollevando un nuovo scandalo. Riguarda un software segreto (ECM) installato per spiarli in tutti i computer dei magistrati italiani, dalle Procure ai tribunali, senza lasciare alcuna traccia.  La trasmissione di Rai3 Report ha diffuso ieri dai profili social una serie di anticipazioni sui contenuti del servizio che andrà in onda domenica sera e che promette di sollevare polemiche e provocare scandalo nella pubblica amministrazione, in questo caso del settore della giustizia.

Sigfrido Ranucci sta infatti pubblicando da ieri, mercoledì 21 gennaio, una serie di contenuti in “pillole” che verranno interamente disvelati solo tra tre giorni. “Report è in grado dimostrare con documenti e testimonianze audio e video che sui circa 40.000 computer dell’amministrazione giustizia – dai dipendenti non togati fino ai giudici e procuratori di ogni ordine e grado – è installato un programma informatico che può permettere di videosorvegliare i magistrati”. Questa la portata del presunto scandalo.

Alla smentita del ministro sono seguite nuove anticipazioni che vanno in tutt’altra direzione. “Tra pochi minuti la testimonianza di un magistrato che smentisce Nordio”: scrive prima lo stesso conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Seguita poi da un altro post dalla pagina Fb di Report che riporta la testimonianza di Aldo Tirone, giudice del Tribunale di Alessandria. Le sue parole confermerebbero lo scoop di Report sul programma informatico messo sotto accusa. “Venuto a conoscenza di Ecm (Ndr: il nome del software) il giudice Tirone ha chiesto a un tecnico informatico di fare una prova sul suo computer- spiega un post di Report, con tanto di estratto della video intervista. “L’esperimento – ripetuto tre volte a distanza di tempo, l’ultima solo poche settimane fa, a inizio dicembre – cancella ogni dubbio: il tecnico è entrato nel suo pc e ha visto ciò che stava facendo, modificando anche un documento. Né durante, né dopo la prova il giudice ha ricevuto alcun tipo di alert sull’intrusione.

 

Oggi, giovedì 22 gennaio, è stata diffusa da Report un’altra anticipazione: ovvero le dichiarazioni dell’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Ecm, il programma della Microsoft per la gestione centralizzata dei dispositivi – spiega il nuovo post – comprende tra le sue funzionalità anche la possibilità di accedere da remoto ai computer senza avvisare l’utente, visto che la richiesta di consenso può essere disattivata. Una possibilità che, calata nel contesto della Giustizia, sul computer di magistrati e procuratori, apre a scenari inquietanti se non vengono prese le dovute accortezze. Attraverso documenti ministeriali, Report ha ricostruito che il programma fu installato su oltre 40mila dispositivi nel 2019. All’epoca il ministro della Giustizia era Alfonso Bonafede che però oggi rivela di non essere mai stato messo al corrente di questa scelta: “Nessuno mi avvertì dell’installazione di ECM”. Ne parliamo domenica dalle 20.30 su Rai3”. Così sul profilo facebook di Report.

E dal profilo social di Ranucci continuano gli annunci: “Tra poco – scrive infatti il giornalista – pubblicheremo i contenuti riservati di un incontro avvenuto nel maggio del 2024 all’ interno del Palazzo di Giustizia, tra un alto dirigente del reparto dei sistemi informatici del ministero e i tecnici informatici dove si imponeva l’ istallazione forzatamente ECM sui Pc delle Procure, che non bisognava dare troppe informazioni ai magistrati, che le imposizioni arrivavano da forze superiori”. E si presume che da qui a domenica sera arriveranno altre “pillole” sul servizio dedicato al presunto ‘grande fratello’ delle toghe.

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