Un soldato infierisce con un’accetta contro una statua di Gesù, con l’evidente intento di mozzargli la testa. La foto, scattata nel Libano meridionale, territorio ormai occupato dall’esercito israeliano, è diventata un altro “casus belli” tra mondo cristiano e le nazioni ‘belligeranti’ in Medio Oriente. Questa volta ad essere chiamato in causa è Israele, già responsabile di aver provato, a Pasqua, a fermare il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, diretto al Santo Sepolcro.
La foto ha iniziato a circolare giorni dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, il gruppo terroristico libanese sostenuto dall’Iran e, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano The Times of Israel, “è l’ultimo esempio di filmati pubblicati che mostrano soldati israeliani intenti a distruggere o saccheggiare proprietà”. L’episodio inoltre, prosegue la testata di Tel Aviv, si inserisce “nel contesto delle recenti tensioni tra il governo israeliano e i leader cristiani di Gerusalemme”. Il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha pubblicato su X un comunicato in cui annunciava l’avvio di un’indagine militare. La sua dichiarazione è giunta dopo che la foto ha iniziato a circolare sui social media affermando l’autenticità dell’immagine. “Tali azioni- ha scritto Shoshani- non sono in linea con i valori dell’Idf e il comportamento atteso dai soldati dell’Idf. L’incidente verrà indagato a fondo e in modo approfondito, e se necessario, verranno intraprese misure in conformità con i risultati”.
A condannare l’azione del militare è anche il ministro degli Esteri di Israele. “Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato dell’Esercito della Difesa nel sud del Libano è un fatto grave e vergognoso”. Lo scrive il ministro Gideon Saar, in merito alla profanazione. “Sono fiducioso- aggiunge- che verranno prese le misure rigorose necessarie nei confronti di chi ha commesso questo atto ripugnante. Questo comportamento vergognoso è in totale contrasto con i nostri valori. Israele è uno Stato che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri, e che si impegna a consolidare i valori della tolleranza e del rispetto tra i fedeli delle varie fedi. Ci scusiamo per questo incidente e per qualsiasi offesa arrecata ai sentimenti dei cristiani”. Parole che bastano a rassicurare la ‘controparte’ italiana.
“Bene il ministro degli Esteri israeliano Saar che ha condannato con grande fermezza, annunciando provvedimenti disciplinari, il grave atto compiuto da un soldato dell’Idf che distrugge a martellate una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel Sud del Libano. Un violento accanimento contro i cristiani che in Medioriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più. Profanare i simboli del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam non è una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della libertà e del dialogo interreligioso”. Lo ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.