FERRARA / All’Ariosto e al Bachelet i volantini degli studenti di Destra che invitano a segnalare i prof di sinistra

Anche a Ferrara, davanti al Liceo Ariosto e all’istituto tecnico Bachelet, i giovani di Destra hanno diffuso il sondaggio con il quale si chiede agli studenti di segnalare gli insegnanti di sinistra. “Siamo pronti – scrive Azione Studentesca – a creare un rapporto nazionale sulla situazione nelle scuole italiane”.

 Il sondaggio – non un’indagine imparziale sulla politicizzazione degli insegnantii, ma una vera e propria schedatura se non la si vuol chiamare lista di proscrizione – era stato diffuso già ad Alba, Palermo, Cuneo e Pordenone. Ora compare a Ferrara. Reazioni critiche da parte del Pd (“è un controllo ideologico”) e dell’Usb Scuola. Martino Ravasio, responsabile locale di Azione Studentesca, parla invece di malafede per chi critica l’iniziativa.

L’iniziativa di Azione Studentesca, costola di Fratelli d’Italia e dei partiti di centrodestra, è intitolata “La scuola è nostra” e ha lo scopo di raccogliere segnalazioni di insegnanti che – a detta degli studenti – potrebbe appartenere allo schieramento “di sinistra”. Sta creando, comunque non poco scompiglio. Qualcuno parla già di intimidazione vera e propria.

Il Coordinamento dei Genitori Democratici parla di “iniziativa grave, che introduce nella scuola un principio pericoloso, quello della catalogazione delle persone in base al loro pensiero”. “La scuola pubblica – sostiene il Coordinamento CGD  con un intervento abbastanza moscio rispetto alla gravità dell’iniziativa dei giovani di destra– è per sua natura laica. La laicità non è neutralità passiva, ma garanzia di libertà: significa che nessuno, dai docenti, agli studenti, ai genitori, può essere etichettato, controllato o giudicato per le proprie idee politiche, culturali o personali. Ogni tentativo di schedatura, qualunque sia il segno politico che la ispira, rappresenta una violazione inaccettabile dei fondamenti democratici del nostro sistema educativo. Trasformare gli insegnanti in soggetti ‘segnalabili’ sulla base di appartenenze presunte o opinioni attribuite significa introdurre un clima di sospetto e intimidazione che mina la libertà di insegnamento, tutelata dalla Costituzione”.

“Normalizzare pratiche di segnalazione politica – conclude il CGD – significa accettare una deriva pericolosa che riguarda tutti, oggi e domani. Per questo chiediamo una presa di posizione chiara e netta da parte delle istituzioni e di tutta la comunità educante: la scuola è di tutti e per tutti, e non può essere piegata a logiche di controllo ideologico”.

La risposta provocatoria ma efficace arriva da un docente di lettere di liceo, Giorgio Peloso Zantaforni, che ha realizzato un breve video che sta già diventando virale: “Vorrei rendere più facile il lavoro ai signori di Azione studentesca. Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni sono un’insegnante di lettere di liceo e sono di sinistra,  schedatemi pure. L’unico mezzo che abbiamo per opporci a questa preoccupante deriva autoritaria è la resistenza, ed uno dei modi per farla è mettere il proprio pensiero, la propria faccia, il proprio corpo a servizio del dissenso come pratica civile e della memoria storica come argine contro ogni tentazione di disciplinamento ideologico”.

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