NIENTE APPLAUSI

(professionereporter.eu) — Trecento giornalisti americani hanno appena firmato una petizione chiedendo che i loro colleghi condannino pubblicamente Trump dal podio durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. La cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca esiste dal 1914. E’ il galà annuale in cui il Presidente degli Stati Uniti si ritrova con tutti i giornalisti che quotidianamente lo “seguono”, insieme a una nutrita schiera di star. Presidenti di tutti i partiti vi hanno partecipato. Reagan vi prese parte dal suo letto d’ospedale dopo l’attentato del 1981. È uno dei rituali fondanti della democrazia americana: il capo del potere esecutivo e i giornalisti che lo scrutano, nella stessa sala, sotto lo stesso tetto, per celebrare insieme la libertà di stampa. Il Presidente di solito tiene una specie di monologo comico, in un clima rilassato e informale.

Il 25 aprile 2026 Donald Trump siederà al tavolo d’onore di questa cena per la prima volta. Sia nel suo primo mandato che nel secondo Trump ha deciso di non partecipare all’evento che ha spesso criticato. Sul suo social Truth ha scritto che quest’anno intende partecipare: “Dato che la stampa è stata straordinariamente cattiva con me, SOLO NOTIZIE FALSE, fin dall’inizio del mio primo mandato, ho boicottato l’evento e non sono mai andato. Tuttavia, quest’anno non vedo l’ora di stare insieme a tutti”.

Trecento giornalisti hanno appena firmato una lettera in cui affermano che questo non è normale, che non può essere “tutto come al solito”, che alzarsi in piedi per applaudire l’uomo che li attacca quotidianamente sarebbe un tradimento di ciò che questa cena dovrebbe rappresentare.

La petizione elenca una serie di fatti:

*L’Associated Press è stata bandita dagli eventi presidenziali e dall’Air Force One per essersi rifiutata di scrivere “Golfo d’America” ​​nel suo manuale di stile editoriale.

*Cnn, Washington Post, New York Times, Nbc News e National Public Radio hanno visto i loro uffici al Pentagono rimossi.

*Sono state imposte regole che vietavano ai giornalisti di pubblicare informazioni non vagliate dal Dipartimento della Difesa (prima che venissero annullate da un tribunale per violazione del Primo Emendamento).

*Cbs e Abc si sono trovate ad affrontare cause legali talmente costose da costringerle a patteggiare, versando rispettivamente 16 e 15 milioni di dollari alla futura biblioteca presidenziale di Trump, sotto la pressione dei processi di approvazione regolamentari controllati dall’amministrazione.

*Jimmy Kimel è stato sospeso da Abc per una settimana dopo che la Federal Communications Commission ha minacciato di revocare la licenza di trasmissione dell’emittente.

*Il New York Times è stato accusato di tradimento e definito “nemico del popolo”, una retorica che le organizzazioni per la libertà di stampa identificano come caratteristica dei regimi autoritari.

*La Casa Bianca ha lanciato una pagina web ufficiale intitolata “Hall of Shame”, in cui vengono elencati i giornalisti che hanno pubblicato articoli ritenuti sfavorevoli.

*Alcuni giornalisti sono stati arrestati mentre seguivano eventi pubblici; Don Lemon e Georgia Fort rischiano un’azione legale.

*L’abitazione di una giornalista del Washington Post è stata perquisita dall’Fbi e il suo telefono e computer sono stati sequestrati.

*Un giornalista vincitore di un Emmy Award è stato deportato mentre seguiva una manifestazione.

*Un giornalista colombiano in cerca di asilo è stato arrestato dall’Ice (Immigration and customs enforcement) il giorno dopo aver pubblicato un articolo sui raid dell’Ice.

*1,1 miliardi di dollari di finanziamenti già stanziati per il servizio pubblico radiotelevisivo sono stati revocati, mettendo a rischio di chiusura 180 emittenti radiofoniche e televisive.

*Voice of America, con i suoi 83 anni di storia e simbolo globale della libertà di parola americana, ascoltata sotto ogni regime autoritario del pianeta, è stata smantellata.

*Fin dal primo giorno del secondo mandato, centinaia di milioni di dollari di aiuti per la libertà di stampa all’estero sono stati sospesi.

*Tra le 1.500 persone graziate per gli eventi del 6 gennaio 2021, otto erano state condannate o accusate di violenza contro i giornalisti.

La petizione ricorda che gli Stati Uniti sono scesi al 57° posto su 180 paesi nell’indice di Reporters Without Borders, il loro peggior piazzamento da quando l’indice è stato creato nel 2002.

La petizione chiede che l’associazione parli francamente dal podio, in presenza di Trump, anziché offrirgli una serata celebrativa.

Tra i firmatari figurano Dan Rather, Sam Donaldson, Ann Curry e Andrea Koppel: i volti del giornalismo americano degli ultimi cinquant’anni. Persone che hanno seguito guerre, presidenti e crisi costituzionali.

Il testo della petizione è disponibile qui: messagetowhca.tiiny.site

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