Gli effetti della guerra in Iran e dell’escalation nel Medio Oriente si stanno scaricando sui prezzi dei carburanti in Italia. Secondo i dati diffusi oggi, la benzina in self service ha raggiunto mediamente 1,693 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,753 euro. Ma è sulle autostrade che si registrano i picchi più drammatici: il Codacons denuncia che il diesel tocca i 2,5 euro al litro in modalità servito in diversi impianti, con valori che superano questa soglia psicologica su tratti come l’A4 Milano-Brescia o altre arterie principali.
Le associazioni di categoria del trasporto su gomma sono in allarme. Conftrasporto sottolinea che “il nostro settore paga il conto prima di tutti“, con rincari che colpiscono duramente l’autotrasporto, principale vettore dell’80% delle merci in Italia. Cna Fita calcola un aggravio medio di 2.400 euro annui per ciascun tir, che potrebbe balzare a oltre 13.000 euro se il conflitto si prolunga. Assotir segnala aumenti del gasolio variabili dai 10 centesimi in Lombardia ai 24 in Sicilia, con problemi di approvvigionamento in regioni come Campania e Lombardia.
Le accuse di speculazione sono pesanti. Adoc, Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) e soprattutto Assoutenti parlano apertamente di “speculazioni” da parte dei petrolieri, evidenziando che l’Italia dispone di riserve stoccate tra le più alte d’Europa, sufficienti a tamponare le oscillazioni.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rassicura sullatenuta delle scorte: “Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente, con lo stoccaggio più alto d’Europa e fonti diversificate“. Tuttavia, il governo ha già reagito: il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato per domani, venerdì 6 marzo, due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta da “Mister Prezzi” Benedetto Mineo, per monitorare mercati energetici e possibili impatti sull’inflazione.
Le richieste al governo si fanno pressanti. Cna Fita invoca un credito d’imposta straordinario, finanziato con l’extragettito Iva, e denuncia rincari su scorte già acquistate e raffinate mesi addietro. Conftrasporto chiede la sospensione immediata dell’Ets per il trasporto e misure straordinarie di sostegno al sistema logistico, citando interventi già adottati da Paesi come la Spagna.
Il Crc propone invece una riduzione immediata dell’Iva sui carburanti per mitigare l’impatto. In un contesto di mercati in fibrillazione – con il Brent intorno agli 82 dollari al barile dopo recenti impennate e il gas schizzato del 30-40% – il rischio è che i rincari si propaghino rapidamente ai prezzi al dettaglio, colpendo famiglie e imprese in un momento già delicato per l’economia italiana.
