lunedì 9 Marzo 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

SCANDALO EPSTEIN / Dai fascicoli “insabbiati” nuove accuse contro Trump: avrebbe abusato di una tredicenne

Ci sono anche accuse di aggressione sessuale rivolte da una donna al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei nuovi documenti dell’Fbi sul caso Epstein pubblicati nelle ultime ore dal dipartimento di Giustizia. I documenti non erano stati diffusi in precedenza perché erano stati erroneamente contrassegnati come “duplicati”, ha spiegato il dipartimento. I Democratici stanno indagando sulla gestione dei fascicoli di Epstein da parte dell’amministrazione Trump, che hanno più volte accusato di voler occultare i legami tra il presidente e il defunto molestatore seriale. I nuovi documenti pubblicati includono descrizioni di alcuni interrogatori condotti dall’Fbi nel 2019 con una donna che ha affermato di essere stata aggredita sia da Epstein, sia da Trump quando aveva tra i 13 e i 15 anni.

L’accusatrice aveva riferito di essere stata portata “a New York o nel New Jersey” dal finanziere pedofilo, che la aveva presentata a Trump. Il magnate, prosegue la testimonianza, avrebbe cercato quindi di costringerla a praticargli del sesso orale e lei si sarebbe difesa mordendolo. A quel punto, secondo la deposizione della donna, Trump avrebbe cominciato a urlare dicendo: “Portate via questa troia”. La donna aveva poi raccontato di essere stata raggiunta gli anni successivi da telefonate minacciose che le intimavano di tacere e che riteneva fossero collegate a Epstein.

Trump ha negato qualsiasi illecito relativo al caso Epstein e il Dipartimento di Giustizia ha affermato che alcuni dei documenti pubblicati “contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il presidente Trump”. I Democratici hanno accusato l’amministrazione repubblicana di aver insabbiato alcuni dettagli dell’indagine su Epstein che potrebbero avere un impatto negativo sul presidente. Mercoledì scorso una commissione della Camera dei Rappresentanti ha votato per citare in giudizio il ministro della Giustizia, Pam Bondi, così che risponda alle domande dell’opposizione sulla gestione dei documenti da parte del Dipartimento.

La pubblicazione avviene dopo un’indagine della tv pubblica NPR, che aveva segnalato la scomparsa di decine di pagine, almeno 53, dal database pubblico. Il New York Times ha confermato lo scoop di National Public Radio, secondo cui mancavano più di cinquanta pagine dai file che il governo ha deciso ora di pubblicare. E riguardano tre interrogatori della donna. Secondo le nuove rivelazioni, le pagine mancanti dai file sarebbero molte di più, almeno una novantina. Alcuni di questi file erano catalogati, ma non sono apparsi nel database reso pubblico.

I nuovi fascicoli non gettano ulteriore luce su come gli investigatori federali abbiano valutato le accuse o su come siano state risolte. Rimane ancora senza risposta anche il motivo per cui le accuse siano state incluse in una presentazione del Dipartimento di Giustizia dell’anno scorso, che riassumeva i casi contro Epstein e la sua complice Ghislaine Maxwell.

La Casa Bianca continua a negare. In questi mesi, Trump ha più volte negato qualsiasi illecito relativo a un suo coinvolgimento nella rete dell’imprenditore pedofilo. La Casa Bianca e il Dipartimento di Giustizia, da canto loro, hanno tenuto a ribadire  che i file resi pubblici includono “affermazioni false e sensazionalistiche”.

“Proprio come già affermato dal Presidente Trump, è stato completamente scagionato da qualsiasi cosa relativa a Epstein”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson. “E pubblicando migliaia di pagine di documenti, collaborando con la richiesta di citazione della Commissione di Vigilanza della Camera, firmando l’Epstein Files Transparency Act e chiedendo ulteriori indagini sugli amici democratici di Epstein, il Presidente ha fatto più chiunque altro per le vittime. Intanto, democratici come Hakeem Jeffries e Stacey Plaskett devono ancora spiegare perché chiedevano denaro e incontri a Epstein dopo che era stato condannato per reati sessuali”.

Nel frattempo, democratici e repubblicani della Commissione di Vigilanza della Camera hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia delle risposte concrete in merito ai fascicoli mancanti e alla gestione da parte dell’agenzia della divulgazione dei documenti di Epstein. Questa settimana, la Commissione ha inoltre votato per citare in giudizio la Procuratrice Generale Pam Bondi, affinché risponda alle domande sui dossier.

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