“Del 25 Aprile non ce ne frega nulla. Io non lo festeggio, per noi è una festa che dovrebbe essere abolita: è un giorno nefasto, di sconfitta”. Parola di Luca Marsella, portavoce di CasaPound e presidente del comitato Remigrazione e riconquista, che ha preso parte con l’ex ministro Sangiuliano, alla manifestazione dell’estrema destra a Napoli. In mattinata si sono avuti momenti di tensione quando si è mosso un corteo contro la remigrazione che la polizia ha respinto. I toni usati dall’estrema destra nel convegno che ha preceduto la Festa della Liberazione sono stati eloquenti: “Rimandare a casa anzitutto i clandestini, e poi anche i regolari: nessuna deportazione, ma un piano di incentivi per i volontari”. Luca Marsella, portavoce di CasaPound Italia e presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, ha spiegato così il senso della proposta di legge popolare che ha già raccolto 150mila firme, il triplo del necessario, e che, a suo avviso, “può cambiare il destino della nostra nazione”.
“Basta permessi facili ed espulsioni che restano nel cassetto. Le periferie campane esploderanno come le banlieu francesi, è solo questione di tempo. Remigrazione: l’unica via d’uscita per non finire sommersi”. C’erano anche Fratelli d’Italia e Lega a Napoli con il comitato Remigrazione e riconquista. Gennaro Sangiuliano, capogruppo di FdI al consiglio regionale della Campania e Gianluca Cantalamessa, senatore del Carroccio, hanno unito la loro voce al comitato Rer per dire no a quella che chiamano “sostituzione etnica”. E’ lo stesso comitato a dare conto di quanto si è detto ieri a Napoli: “Mentre il resto d’Italia si perde nel brusio indistinto dei talk show, a Napoli ieri si è smesso di girare intorno al totem. Altro che ‘accoglienza’, altro che ‘modelli d’integrazione’ che non funzionano nemmeno sulla carta vetrata. Al tavolo, organizzato dal comitato Remigrazione e riconquista, si è parlato di immigrazione e delle soluzioni per il domani dell’Italia e dell’Europa. Remigrazione, quindi, una parola che per gli antifascisti suona come una bestemmia in chiesa, ma che per chi ha ancora il senso della realtà è l’unica via d’uscita per non finire sommersi”.
La data scelta dall’estrema destra per il convegno è stata considerata da Cgil, Anpi e gli antagonisti una provocazione “nella città delle Quattro Giornate, medaglia d’oro per la Resistenza”. Da qui l’organizzazione di un corteo: “Siamo in piazza – ha detto Nicola Ricci, segretario Cgil Napoli e Campania – contro la deriva di destra e fascista, che propone una legge sulla remigrazione con tutti i connotati del sovranismo, dell’antidemocrazia e del razzismo. Riaffermiamo con i movimenti, le associazioni, la rete No Kings e l’Anpi che Napoli è la capitale della multietnicità e dell’accoglienza”. La manifestazione, pacifica, ha conosciuto qualche momento di tensione quando sono rimasti in strada i giovani di No Kings: un piccolo gruppo ha provato a superare il cordone della polizia per arrivare in prossimità della sede del convegno, tentativo respinto dagli agenti in assetto antisommossa. Contro le forze dell’ordine, prima di allontanarsi, gli attivisti hanno lanciato gavettoni, ‘sparati’ da lance portatili.
Foto: la protesta contro il convegno dell’estrema destra a Napoli
