Il Giubileo di Vasco

(PdA) – Al Parco Bassani Vasco Rossi ha scatenato lo scontato entusiasmo dei suoi fan per il primo dei due concerti. Nessuno ne ha mai dubitato. Vasco è Vasco. Un evento, però, che ha oltrepassato una linea rossa che non ci aspettavamo da una città come Ferrara, vedendola alla disperata ricerca di una notorietà che ha già di suo, dalla sua storia. Sembra che le sue istituzioni siano alla costante ricerca di un rinascimento, attraverso operazioni mediatiche dubbie e costose che garantiscono titoli di giornali e apparizioni televisive. Altrimenti come considerare i 600mila euro pagati dal Comune per la festa di una radio, o il milione e 200mila euro sborsati per ospitare proprio la star di Zocca?

Folla plaudente all’esibizione di Vasco, con il Komandante che arriva dal cielo, in elicottero. La cosa in sè provoca l’effetto Apocalypse Now del colonnello Kilgore che amava tanto “l’odore del napalm al mattino…”. Ormai siamo nel mito, incapaci di collocare gli eventi nell’attualità e dar loro il giusto profilo. Tutto è ormai storico. Perfino i 39 anni in cui Vasco è mancato sulla scena ferrarese.

I resoconti della stampa, stamani, riflettevano il provincialismo di una città e di un giornalismo quasi fossero loro i protagonisti dell’evento, non i promotori o i testimoni. Non si rassegnano a essere il contorno. E’ un continuo ricordare l’evento storico, definizione oggi abusata anche per un gol, per i record più strani o per la vittoria di uno slam di tennis.

Vengono tirate fuori parole che proiettano Vasco in una sorta di Olimpo moderno. Non a caso è planato  al Parco Bassani dal cielo, in elicottero. Pacifico che uno spettacolo senza alcun dubbio di forte appeal o un evento artistico di massa abbiano bisogno di una scenografia all’altezza, ma qui si va ben oltre. Siamo ai trionfi di Cesare di ritorno dalla Gallia, immagine che viene ispirata anche da un sindaco che fa la sua parata prima del concerto per farsi applaudire dagli ammiratori di Vasco. Ma anche gli articoli di stampa sfiorano la santificazione.

Non sono mancati entusiasmi esagerati e titoli apologetici che esaltavano l’evento storico (ci risiamo). Tutti dalle mani di una stampa infervorata per il sublime. Molti filosofi e sociologi ridimensionano l’entusiasmo per una quasi divinità, ma ieri sera lo stesso entusiasmo o delirio tracimavano senza che una qualsiasi forma di ironia o critica temperasse il concetto e lo riportasse all’altezza delle cose belle ed eccitanti della vita.

Non si è sottratto a questa celebrazione anche il presidente della Regione Emilia, Michele de Pascale, che addirittura “s’illumina d’immenso” davanti alla foto-reliquia  della folla che acclama Vasco. Entusiasmi leggermente ruffiani (a chi non piace Vasco?) che sono in realtà carezze per migliaia di persone che fanno pur sempre opinione e che votano.

Il tocco finale che fa salire la febbre arriva quando da Ferrara ci si proietta al prossimo anno con gli squilli di tromba di un concerto per mezzo milione di fan a Roma, per i 50 anni di carriera. Un anno di attesa per un altro evento, sempre storico, anzi più storico di quello ferrarese. Il 2027 non sarà perciò l’anno delle elezioni politiche ma l’anno del “giubileo di Vasco”. Prendete nota e non prendete impegni, bisogna fare la storia.

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