Primo comizio ieri sera a Napoli del Campo Largo in quella che si preannuncia la più lunga e combattuta campagna elettorale per le Politiche del 2027 con i quattro leader – Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli – che si sono incontrati per gettare le basi e consolidare un’alleanza che possa battere nel 2027 a la Destra. Una manifestazione che precede quella prevista per il 15 luglio a Padova.
Il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte: “Al governo stanno impoverendo il Paese, dobbiamo mandarli a casa per questo”. La leader del Pd Elly Schlein, ha lanciato critiche a Giorgia Meloni: “Non ci serve una premier donna se non aiuta le donne”. “La prima misura quando saremo al governo sarà il salario minimo. Il salario giusto del governo Meloni è una presa in giro. Stanno impoverendo il Paese, dobbiamo mandarli a casa per questo” ha aggiunto l’ex presidente Conte. Il salario giusto del governo Meloni è una presa in giro. Stanno impoverendo il Paese, dobbiamo mandarli a casa per questo”. Così Giuseppe Conte, presidente del M5s, sul palco di piazza del Gesù.
Bonelli: “Il governo fa la guerra ai poveri invece che alla povertà”. “A settembre – ha annunciato Fratoianni di Avs – comincerà la lunga corsa attraverso tutto il Paese”. La manifestazione del Campo Largo, cominciata verso le 19.30, è stata segnata all’inizio dalla protesta di un gruppo di esponenti di Potere al Popolo che hanno provato a impedire gli interventi dal palco, tra cui quello del sindaco di Napoli, Manfredi. Nicola Fratoianni è quindi sceso tra la folla per provare a dialogare con i contestatori. Poi l’evento è ripreso.
Attacchi all’esecutivo di Giorgia Meloni sono arrivati anche da Elly Schlein, leader del Pd “Non ci serve un granché una presidente del Consiglio donna se non migliora le condizioni delle altre donne”. E poi promette: “Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci e andremo uniti a vincere le prossime elezioni politiche. Poi la leader del Pd ha dato delle indicazioni anche sui tempi: “Da settembre lavoreremo per il programma dell’alternativa, tra le persone, con associazioni, categorie, corpi intermedi. Ma non partiamo da zero, tante proposte unitarie già tracciano una visione comune per il Paese. Non c’è miglior programma che attuare fino in fondo la nostra Costituzione antifascista”. Il prossimo appuntamento, intanto, è a Padova, il 15 luglio, quando i leader del Campo Largo replicheranno. “E a settembre – ha annunciato Fratoianni – comincerà la lunga corsa attraverso tutto il Paese”.
C’è un elemento politico nella scelta di Napoli come sede del primo comizio del Campo Largo: è la città dove si è sperimentato l’accordo del centrosinistra. A partire nel 2020 dalle elezioni nei Comuni di Pomigliano, Giugliano e Caivano, ma soprattutto nel 2021 con la vittoria del sindaco Gaetano Manfredi che ha portato in dote una alleanza extra large: da Pd ai renziani, passando per Avs, M5s, Socialisti. Poi a novembre lo stesso schema si è imposto in Regione con il successo del 5 Stelle Roberto Fico. Insomma, Napoli è la prova che si vince uniti. E soprattutto che possono stare insieme gli estremi di una coalizione che in passato si sono guardati in cagnesco: vedi M5s e renziani. C’è poi un dato elettorale da non sottovalutare: a Napoli al referendum sulla giustizia di marzo il NO ha superato il 75 per cento. Un record nazionale. Restano comunque i due nodi da sciogliere: il coinvolgimento dell’area di centro a partire da Matteo Renzi, e la lotta interna per chi sarà il candidato premier, con Schlein e Conte che non sono disposti a cedere. Ma alla fine ne resterà uno solo.
