A poco più di un mese dal collasso del ghiacciaio dello scorso agosto (che ha causato più di 1.450 morti), il Nepal si trova ad affrontare or una nuova frana nella regione del Mustang e una valanga al campo base dell’Himlung Himal, a 7.000 metri. Almeno 21 le vittime, con oltre 2.000 persone evacuate. Il Paese himalayano è stato colpito da una violenta ondata di maltempo, con le piogge torrenziali durate quattro giorni consecutivi che hanno innescato frane e inondazioni in gran parte del territorio nazionale. eloquenti le immagini che arrivano dal PAese: descrivono una situazione di estrema drammaticità.
La neve e le rocce hanno travolto le tende, seppellendo gli occupanti. Un team di soccorso di otto persone della Nepal National Mountain Guide Association è stato trasportato in elicottero da Kathmandu fino al campo base, riuscendo a salvare 10 sopravvissuti e a recuperare quattro corpi. 12 persone risultano ancora disperse e le operazioni di ricerca sono state sospese a causa delle difficili condizioni meteo e dell’enorme accumulo di neve. Secondo la National Disaster Risk Reduction and Management Authority (NDRRMA), l’agenzia governativa che si occupa della gestione dei disastri, almeno 21 persone hanno perso la vita, 5 risultano disperse e altre 5 sono rimaste ferite. Le stazioni di monitoraggio hanno registrato precipitazioni superiori ai 100 millimetri in ben 106 località del Paese. In pochi giorni sono state registrate almeno 300 frane che hanno coinvolto direttamente circa 747 famiglie, mentre almeno 2.000 persone che vivevano in aree ad alto rischio sono state evacuate.
L’ANALISI SCIENTIFICA DELL’ANOMALIA DEL NEPAL
L’IMPATTO DEVASTANTE DELLE INONDAZIONI
Le autorità nepalesi hanno diramato un allarme per altre improvvise e devastanti in 49 dei 77 distretti del Paese, con oltre la metà considerati ad alto rischio. A tutto questo si somma anche l’altra tragedia in alta quota: l’imponente valanga che ha colpito il campo base dell’Himlung Himal, una montagna di 7.126 metri nel distretto di Manang, nel Nepal centro-settentrionale, vicino al confine con il Tibet. Al momento dell’incidente, nel campo si trovava un team di guide nepalesi e personale di supporto, inviato in anticipo da due compagnie di spedizione per preparare la via di salita, fissare le corde e allestire le tende.
FRANE E NONDAZIONI: EVENTI CATASTROFICI IN NEPAL
La situazione è critica in diversi distretti: le piogge monsoniche hanno innescato una frana di grandi dimensioni in prossimità dell’abitato di Lete, nella regione del Mustang. La frana è stata ripresa in diretta dagli abitanti del luogo, con il materiale franato che ha raggiunto il fondovalle del fiume Kali Gandaki in appena 10 secondi, causandone il temporaneo sbarramento. Un ponte tra Syangja e Gulmi è stato spazzato via dall’acqua e le autorità hanno aperto le tre paratoie della diga di Mirmi, fermando temporaneamente la produzione della centrale idroelettrica Kali Gandaki A, che produce 144 megawatt. Nel frattempo, anche la fornitura di energia elettrica è stata interrotta nei distretti di Manang, Mustang, Myagdi e Baglung e le inondazioni hanno messo fuori uso 1.013,2 megawatt della rete di trasmissione nazionale.
FONTI: Agenzie internazionali, geopop, CNN, Business Today, Croce Rossa






