Quattro anni di guerra tra Ucraina e Russia con poche speranze che si concluda con un armistizio o con la pace. Perdippiù con l’avvicinarsi dell’inverno che metterebbe a dura prova la resistenza di Kiev all’aggressione dell’esercito russo. La situazione sul campo di battaglia indica comunque cifre drammatiche, come evidenzia la Bbc. Le forze russe nel 2026 sono riuscite a imporre il controllo su 61 chilometri quadrati di territorio ucraino, segnando una forte battuta d’arresto, però, rispetto al ritmo con cui avanzavano negli anni precedenti. A confermarlo, è anche l’Istituto internazionale per gli Studi sulla guerra (Isw) secondo cui nel solo mese di settembre Mosca ha perso più territori di quanti ne abbia conquistato.
La Bbc ha intervistato l’ex comandante in capo delle Forze armate ucraine, il generale Oleksandr Syrskyi licenziato a giugno dal presidente Zelensky. Alla televisione inglese, Syrskyi ha affermato che le perdite russe sarebbero state sei volte superiori a quelle subite dall’Ucraina, aggiungendo: “Se si contano solo i morti, il divario arriva fino a undici volte”. Dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, né le Forze armate russe, né quelle ucraine hanno mai reso pubbliche stime sulle perdite subite sul campo di battaglia. Tuttavia, secondo i calcoli dell’Intelligence britannica, la Russia avrebbe perso circa mezzo milione di soldati in Ucraina dal 2022. Quanto all’Ucraina, il Centro per gli Studi strategici e internazionali (Cisa), con sede negli Stati Uniti, calcola perdite fino a 150mila soldati a giugno 2026. Il conflitto al momento è in una situazione di stallo e sempre secondo l’ex comandante Syrskyi a determinare questa situazione è l’avanzamento tecnologico degli armamenti ucraini, unita al divario di perdite sul terreno e alla capacità ucraina di colpire i “punti deboli delle linee russe”.






