La gip di Milano, Tiziana Landoni, ha scarcerato Youssef Siher, accusato di istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e di partecipazione violenta alle manifestazioni pubbliche per aver creato sui social il “Movimento 17 ottobre”. La Sezione distrettuale antiterrorismo della procura chiedeva la custodia cautelare in carcere. Il fermo non è stato convalidato e non sono adottate misure cautelari.
Nel dettaglio la gip ha scritto che nei confronti di Siher “non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza” né rispetto alle esigenze cautelari, né rispetto alle accuse mosse dalla Procura di Milano. Nei post e nei comunicati, Siher “non prospetta mai il ricorso ad azioni violente” scrive la gip, “né risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte”.
Inoltre, non può neppure affermarsi che Siher, in vista della manifestazione dello scorso 24 ottobre, “abbia promosso la formazione di un gruppo composto da almeno cinque persone, organizzato anche occasionalmente, che nel corso della manifestazione, avvalendosi di strumenti offensivi, potesse adottare comportamenti tali da determinare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone e cagionare, altresì, danni alle cose, emulando le azioni violente dispiegatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026” si legge nel provvedimento. “Né può dirsi che l’indagato abbia incitato o istigato la commissione di condotte del genere”. Siher si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio davanti alla gip nel carcere di San Vittore, a Milano, dove si era tenuta stata l’udienza di convalida del fermo del ricercatore.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è scagliata con la consueta violenza verbale contro la decisione della gip di Milano: “Un provvedimento vergognoso” ha detto, incurante del fatto che l’Italia è, per nostra fortuna, uno Stato di diritto. Il tribunale e l’Associazione nazionale magistrati difenfono la giudice: “Attacchi personali scomposti e irrecevibili”.

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