(professionereporter.eu) — Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, le operazioni di influenza russe hanno prodotto 906 contenuti giornalistici falsi, attribuendoli a testate note che in realtà non li avevano mai pubblicati. Secondo un’analisi di NewsGuard, queste campagne hanno cercato di indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina sfruttando la fiducia dei lettori nelle fonti di informazione. NewsGuard è l’organizzazione Usa che monitora l’attendibilità dei siti d’informazione. NewsGuard ha rilevato che il numero di articoli fittizi attribuiti a testate apparentemente affidabili è passato da 44 nella prima metà del 2025 a 421 nella prima metà del 2026, con un aumento dell’850%.
In totale sono state imitate 163 testate, da grandi nomi come la Bbc, Politico, Bloomberg News ed Euronews a realtà più piccole come il sito di notizie ucraino The Kyiv Independent, il quotidiano regionale britannico The Yorkshire Post e il quotidiano regionale francese La Montagne. In tutti i casi, le campagne russe riproducono i loghi e la grafica delle testate e, talvolta, creano nuovi siti con indirizzi web simili a quelli autentici, rendendo difficile per un utente comune accorgersi che si tratta di contenuti non autentici.
Le narrazioni false diffuse attraverso queste campagne vanno dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che si sarebbe indebitamente appropriato degli aiuti occidentali o sarebbe dipendente dalla cocaina, fino ad accuse di pedofilia rivolte al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Francia e Germania sono tra i più convinti alleati europei dell’Ucraina e, dopo l’Ucraina stessa, sono i Paesi più frequentemente presi di mira dalle campagne russe.
Le campagne di influenza legate al governo russo, responsabili della maggior parte di questi contenuti giornalistici fittizi, sono note come Matrioska e Storm-1516. Le due operazioni sfruttano l’identità di testate affermate con modalità diverse: da un lato, Matrioska produce spesso decine di finti servizi video al giorno, generalmente di scarsa qualità, facendoli passare per contenuti realizzati da testate giornalistiche note. Questi stessi video vengono poi diffusi attraverso X e Telegram e prendono di mira Ucraina, Europa e Stati Uniti.
Dall’altro, Storm-1516 utilizza una strategia più elaborata. La campagna costruisce narrazioni complesse imitando testate giornalistiche, giornalisti e organizzazioni reali, partendo da un articolo o servizio video falso che viene poi diffuso attraverso una rete di account X, raggiungendo spesso decine di milioni di visualizzazioni. Le affermazioni diffuse da Storm-1516 hanno preso di mira soprattutto Ucraina, Armenia, Francia e Germania.
Euronews, emittente multilingue con sede in Francia che dedica attenzione all’attualità europea e pubblica in inglese, francese, tedesco, italiano e altre nove lingue, è di gran lunga la testata più colpita: tra marzo 2023 e settembre 2026, le sono stati falsamente attribuiti 82 contenuti fittizi. Tra le 15 testate la cui identità è stata utilizzata più frequentemente, otto sono francesi, tra cui Libération (39 contenuti), France 24 (34), BFM (35) e Le Parisien (28). Tra le altre testate prese di mira più frequentemente figurano la Bbc (30 contenuti), Deutsche Welle (28), Politico (22) e NewsGuard (25).
Nel complesso, le campagne di influenza hanno preso di mira testate di 21 Paesi, tra cui Italia, Stati Uniti, Armenia, Israele, Polonia e Canada, arrivando persino alla Città del Vaticano. Tra gli esempi più significativi figura un articolo falso del marzo 2026 attribuito a Euronews, secondo cui il premier ungherese filoeuropeo Péter Magyar avrebbe definito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un “nonno senile”. L’affermazione falsa era stata diffusa con l’obiettivo di screditare Magyar in vista delle elezioni parlamentari dello scorso 12 aprile in Ungheria, che l’ha visto trionfare sull’ex leader sovranista Viktor Orbán.
Un altro falso servizio, presentato come un contenuto della Bbc, sosteneva che nell’aprile 2025 la first lady ucraina Olena Zelensky avesse tentato di fuggire dall’Ucraina a causa del suo “rapporto deteriorato” con il presidente Volodymyr Zelensky e avesse ottenuto asilo in un Paese europeo. Gli Stati Uniti non sembrano essere uno dei principali bersagli di queste campagne. Sebbene siano state prese di mira 39 testate statunitensi, tra cui Cnn (22 contenuti), Usa Today (12), The Washington Post (cinque), NBC News (quattro) e Bloomberg (sei), queste testate compaiono molto più in basso nella classifica rispetto a quelle europee.
Secondo il Kiel Institute for the World Economy, un centro studi con sede in Germania, gli Stati Uniti forniscono all’Ucraina meno aiuti rispetto all’UE nel suo complesso. Un altro modo in cui queste campagne diffondono i propri messaggi consiste nella contaminazione dei chatbot di AI con affermazioni false e fuorvianti volte a promuovere gli interessi della Russia. NewsGuard ha rilevato che le affermazioni diffuse attraverso contenuti giornalistici falsi sono state spesso rilanciate dalla rete Pravda, un gruppo di 280 siti che ripubblicano articoli provenienti da canali filorussi. Secondo NewsGuard, nel 2025 la rete ha pubblicato circa 6,3 milioni di articoli e rilanciato 115 affermazioni false, inondando l’ecosistema informativo di questi contenuti e aumentando così la probabilità che i modelli di AI -che utilizzano contenuti provenienti dalla rete Internet per formulare le proprie risposte- riproducano la propaganda del Cremlino quando rispondono a domande su temi importanti per il governo russo.
Per esempio, nell’aprile 2026, la rete Pravda ha pubblicato articoli in 12 lingue che citavano un presunto articolo del settimanale francese Le Point, secondo cui 20.000 soldati ucraini evacuati in Francia per ricevere cure mediche avrebbero disertato e si sarebbero uniti a organizzazioni criminali. Le Point non ha mai pubblicato un servizio del genere. Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2022 sono stati trasferiti all’estero per ricevere cure mediche complessivamente 6.400 soldati e civili ucraini, e non esistono notizie credibili di soldati che abbiano disertato nei Paesi in cui erano stati curati. Ciononostante, tre giorni dopo la comparsa del contenuto falso, uno dei principali strumenti di AI, Overview di Google, ha presentato l’affermazione falsa come vera, citando come prova il presunto articolo di Le Point. Google non ha risposto a una richiesta di commento inviata via email da NewsGuard il 18 settembre 2026.
La ricerca di NewsGuard è stata curata da Alice Lee e Madeline Roache. NewsGuard analizza le operazioni di influenza straniera, compreso l’uso dell’identità di testate e organizzazioni, nella sua newsletter settimanale Global Risk Briefing.
