lunedì 9 Marzo 2026

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I PROBLEMI PRIVATI / Le Iene a Ferrara: i 500 sfollati del Grattacielo, il sindaco, la ferocia sui social – Video

Il “grattacielo” vicino alla stazione di Ferrara, due torri e 210 appartamenti su 20 piani, ospita circa 500 persone. Dopo un principio d’incendio nel vano dei contatori elettrici, il sindaco lo dichiara inagibile e scatta l’evacuazione. Ma, essendo un edificio privato, il Comune assiste solo i nuclei considerati fragili: gli altri devono arrangiarsi. Alessandro Sortino, delle Iene,  raggiunge il sindaco Alan Fabbri e chiede: 500 sfollati sono davvero un problema “privato”?

E’ la presentazione del servizio che le Iene, la popolare trasmissione Mediaset, ha dedicato alla vicenda dello sgombero delle due torri, che ha messo in  risalto sia il forte disagio degli abitanti “sfrattati”, sia la posizione del sindaco Alan Fabbri, apparsa formale, burocratica, poco incline o incapace di ammettere la vera sostanza del problema. Un conto sono le responsabilità storiche, un altro è l’emergenza degli sfollati, che è sociale, di una comunità che soffre e che si scontra con l’indifferenza dei sazi e dei distratti. E’ l’epoca dell’arrangiatevi, del “così dice la legge”, così i regolamenti. Era impossibile predisporre un piano d’emergenza da attivare dopo lo sgombero? A furia di ripetere che gli abitanti del Grattacielo sono privati, si ammette che un piano non c’era. Un  sindaco non può sottrarsi dal sostenere una comunità che accusa forti disagi. E si può escludere, nel lungo periodo, mire speculative sul Grattacielo stesso? Per fare cosa?

E’ lecito quindi un interrogativo: gli abitanti delle torri senza più una casa sono davvero un problema privato?

Non va sottaciuto, però, un aspetto della vicenda: l’impatto che ha avuto su una parte dell’opinione pubblica ferrarese. A leggere i feroci commenti sui social contro gli abitanti del grattacielo – mai stati simpatici all’onda leghista, alla Destra e ai benpensanti che se ne stanno al calduccio – emerge con tutto il carico di volgarità e cinismo l’evidente involuzione di Ferrara, città un tempo nobile e generosa.

Qui il servizio delle Iene trasmesso all’una di notte

Attribuire colpe del degrado del Gad a immigrati e spacciatori,  non significa assolvere chi ha responsabilità politiche e amministrative. E’ un voler descrivere una parte del problema come tutto il problema. In quel grattacielo abitavano da anni persone perbene, immigrati che lavorano sodo e non nullafacenti, in cerca di una vita più dignitosa rispetto alla terra d’origine. Concetti spesso trascurati.

A proposito di spaccio: come mai non desta allarme a Ferrara come nel resto dell’Emilia, l’aumento del traffico di cocaina? A ben vedere, anche nella droga, al pari dei commenti sui social (uno su tutti: dovevano morire tutti nell’incendio del grattacielo), è in atto una feroce lotta di classe. Il guaio è che un tale conflitto ha già dei perdenti.

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La lunga replica su Facebook del sindaco Fabbri dopo il servizio delle Iene

Non so se qualcuno di voi sia riuscito a restare sveglio e interessato fino a tardi, ieri sera, per vedere l’ultimo servizio de Le Iene che riguarda il Grattacielo, praticamente dopo il servizio “Mio marito è un alieno” e su un tal “Patrizio Official”. In ogni caso si può guardare in streaming.
Tralascio molti punti inesatti perché non ha senso ripeterli, ma su alcuni non posso e non voglio tacere. Scrivo questo post anche per evitare che la solita opposizione — che sulla gestione della GAD e del Grattacielo dovrebbe solo chiedere scusa o almeno tacere — provi a strumentalizzare un servizio debole e pieno di falle.
Il primo riguarda il documento che esibisce la cittadina cinese, che ha tutta la mia solidarietà, ma quell’agibilità, come si può notare, è del 1959, momento in cui sono state inaugurate le torri (1958). È un titolo edilizio che si rilascia, appunto, con la costruzione di un edificio oppure a seguito di grandi lavori di ristrutturazione, che non hanno mai interessato, di fatto, il Grattacielo. Ma soprattutto nulla a che vedere con la normativa antincendio entrata in vigore nel 1987, alla quale il governo dell’epoca concedeva, per gli edifici oltre i 24 metri di altezza, altri cinque anni per mettersi in regola. Cosa che, come sappiamo, non avviene, costringendo i Vigili del Fuoco a emanare 14 note, tra verbali e comunicazioni, dal ’93 al 2009. Poi, come sappiamo, in epoca PD, grazie alle nostre indagini interne scopriamo esserci un clamoroso buco informativo dal 2009 al 2017, che trasformerà il Grattacielo in un fantasma.
Se il giornalista avesse letto il faldone del Grattacielo, o ci avesse dato la possibilità di avere un confronto — sperato fino all’ultimo e mai avvenuto — o si fosse semplicemente informato alle fonti, come farebbe un buon giornalista, avrebbe quantomeno evitato di raccontare la prima sciocchezza.
Si passa poi alla dichiarazione dello stato di emergenza che, in questo caso, come sostengono anche esperti di diritto amministrativo, non può essere emanata perché non siamo in presenza di avvenimenti calamitosi come terremoti o alluvioni. Ma soprattutto non è il Comune a poterla dichiarare, ma il Governo dopo l’interessamento della Regione. Anche per questo basta informarsi, persino su Google. E siamo alla seconda sciocchezza.
Il Comune è vero che è proprietario per 49 millesimi, ma non lo è del Grattacielo inteso come alloggi delle torri A, B e C, bensì prevalentemente di un corpo che definiamo “aggiunto”, che può continuare ad essere utilizzato a patto che si spostino all’esterno i contatori.
Non ha negozi, come dice il giornalista, ma servizi funzionali alla riqualificazione della zona. L’acquisto di quei vani al piano terra è stato anche un modo per garantire un presidio di sicurezza in una zona che negli anni è stata interessata, ricordo, dalle scorribande della mafia nigeriana.
E siamo così giunti alla terza sciocchezza. Su fragili e famiglie i numeri sono corretti, e sono stati sistemati in strutture d’emergenza adeguate. Di alcuni nuclei “divisi” abbiamo già spiegato le motivazioni, come nel caso della donna incinta collocata in una struttura protetta. Di altre storie sappiamo già come una parte della stampa le abbia raccontate: senza verifiche e lontano dalla realtà dei fatti.
Nel servizio si dice anche che il Comune, quindi i ferraresi, potrebbero fare da garanti con le banche per permettere loro di adeguarsi. O addirittura acquistare gli appartamenti e dare in cambio un alloggio popolare. Sono pensieri in libertà che, oltre a non avere alcun fondamento giuridico, porterebbero a una diseguaglianza sociale senza precedenti, facendo superare in graduatoria tutti coloro che ne avrebbero davvero diritto. Sciocchezza creativa.
Inoltre mi si accusa di speculazione edilizia. Avete sbagliato bersaglio. Dovreste chiedere a tutti coloro che mi hanno preceduto in questi anni perché, ricordo, sono qui da sette anni, con due di Covid, a fronte di 73 anni di centrosinistra. Chi ha speculato economicamente sul Grattacielo non sono certamente io. Anche su questo potrei aprire un capitolo.
Insomma, dal servizio e da quello che raccontano oggi, il Grattacielo sembra addirittura un modello da esportare altrove, dove di abusivo sembrerebbe non esserci nessuno, neanche negli allacci elettrici, quando poi sappiamo che la realtà è completamente diversa.
Altra cosa. Sì, ero al bar, ma di domenica mattina. La prossima volta magari si può provare almeno a prenotare l’intervista — che nessuno di noi avrebbe negato e che, anzi, abbiamo cercato in ogni modo, e lo sapete bene — magari davanti a plichi di documentazione. Ma capisco che, davanti ai fatti reali, sarebbe stato più difficile costruire un servizio di questo tenore.
Io comunque non mi sono sottratto, perché non ho nulla da nascondere e tutti i ferraresi conoscono la situazione. E i commenti critici non sono solo sotto i miei post, ma anche sulle pagine social di tutti i quotidiani. Fatevi delle domande e datevi delle risposte.
Scusate se sono lungo, ma voglio chiudere con una riflessione, sia da amministratore che ha gestito diverse emergenze, sia da delegato nazionale ANCI alla Protezione Civile.
Non si può condannare continuamente un amministratore che ha fatto il suo dovere, ha applicato la legge e ha evitato una tragedia, anche grazie alla modifica dei raggi di curvatura dell’area del Grattacielo, permettendo così l’arrivo dei soccorsi l’11 gennaio. Io ho le spalle larghe e non mi interessa, ma questo atteggiamento può portare molti altri amministratori, nella mia stessa situazione, a non prendere una decisione così forte, ma necessaria, mettendo davvero in pericolo l’incolumità delle persone.
Chiedo quindi sia alla stampa sia alle trasmissioni TV più responsabilità, più approfondimento e meno propaganda. Se ci fosse stato il morto, la narrazione sarebbe stata diversa? “Cattivo il sindaco Fabbri che non lo ha chiuso prima?”. Ne sono certo.
Quindi mettetevi una mano sulla coscienza tutti: qui in ballo ci sono delle vite, se non l’avete ancora capito.

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