Federico Basile, sindaco di Messina, ha comunicato le sue dimissioni anticipate. Una mossa che la strada a nuove elezioni comunali già fissate per il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio il 6 e 7 giugno. La scadenza naturale del mandato, cominciato nel 2022, sarebbe stata nel giugno 2027.
“Mi sto ricandidando a guidare la città” ha detto Federico Basile, dopo aver annunciato le dimissioni. “Nel 2022 – ha aggiunto – l’ex sindaco Cateno De Luca, ha annunciato la candidatura del semisconosciuto Federico Basile. La città ha dato fiducia alla proposta di De Luca. Oggi è Federico Basile che candida Federico Basile”.
“Quando nel 2022 sono stato eletto, contavo su una maggioranza di 20 consiglieri su 32. Oggi la maggioranza conta su 13 consiglieri, perché 7 hanno cambiato idee, alcuni per ‘interessi personali’, lo dico tra virgolette. È venuta meno la solidità che serve all’azione amministrativa”. “Credo di avere sopportato troppo – ha aggiunto. Per i partiti di centrodestra, Basile lascia per un capriccio politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca.
“Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della Città c’è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica” si legge in una nota delle segreterie regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini premier, Grande Sicilia – Mpa, Noi Moderati e Democrazia cristiana. “È assurdo pensare ad una nuova fase commissariale per Messina proprio all’indomani di un’emergenza come quella del ciclone Harry, per di più le dimissioni di Basile lasceranno vuota anche la presidenza della Città metropolitana che svolge un ruolo fondamentale nella gestione della fase di ricostruzione nell’intera fascia dei comuni ionici. Siamo davanti ad un “coup de théâtre” di cui qualcuno si deve assumere l’onere davanti ai cittadini di Messina. Prendiamo atto della decisione odierna e come centrodestra siamo pronti a rispondere uniti con una candidatura autorevole per la guida della città di Messina”.
“Proprio con le sue dimissioni, il sindaco Basile certifica che Messina è ostaggio della politica e, nello specifico, delle dinamiche, dei capricci e delle strategie del suo leader politico di riferimento”. Così il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace. “Dopo oltre due mesi di incertezze, rinvii e ambiguità, le motivazioni addotte appaiono francamente inconsistenti e risibili. La storia amministrativa di Messina – e non solo – dimostra he altri sindaci, espressione di esperienze civiche, hanno governato anche senza una maggioranza consiliare. Nel caso di Basile, tuttavia, non solo non si è assistito a una reale assenza di maggioranza, ma non risultano neppure particolari difficoltà: anche a un osservatore distratto non può essere sfuggito che, al netto degli abbandoni formali, non si ricordano provvedimenti proposti dalla giunta che non siano stati, di fatto, sostenuti dalla stessa maggioranza uscita dalle scorse elezioni”.
