lunedì 9 Marzo 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

IRAN / Primi morti e feriti tra i soldati: il prezzo che l’America non voleva pagare

Attacchi congiunti di Usa e Israele bersagliano Teheran a ovest e nordest della capitale. In un raid portato avanti dall’Idf colpito anche il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran.

L’esercito israeliano prosegue l’azione militare contro Hezbollah in Libano e riferisce di aver evacuato 300mila residenti dal sud del Paese. Secondo il sito Lebanon24, in un bombardamento nella periferia di Beirut sarebbe rimasto ucciso un diplomatico iraniano.  Intanto, circa 50.000 soldati Usa in Medio Oriente sono stati assegnati alla guerra contro l’Iran e un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione.

Il Pentagono ha reso noti i nomi di quattro dei primi militari statunitensi morti nel conflitto con l’Iran dopo l’attacco con drone contro una base militare americana a Port Shuaiba, in Kuwait, avvenuto domenica 2 marzo. L’episodio segna una delle prime perdite tra le forze armate degli Stati Uniti dall’inizio dell’escalation militare con Teheran e arriva mentre l’amministrazione statunitense avverte che l’intensificarsi della guerra potrebbe provocare altre vittime tra i soldati americani. Secondo quanto comunicato dall’esercito statunitense, i quattro militari facevano parte di un’unità della U.S. Army Reserve con base nello Stato dell’Iowa. Sono morti quando un drone ha colpito la struttura militare in cui si trovavano. Il bilancio complessivo dei militari statunitensi morti nel conflitto con l’Iran è salito finora a sei vittime e cinque feriti gravi. E’il prezzo che Trump non voleva pagare.

Nel frattempo, il regime iraniano tenta di ricompattarsi dopo l’elezione – annunciata dai media – della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei che succede al padre. Ma non vi è ancora conferma. “Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo”, ha detto Mohammad Mokhbar, consigliere capo di Khamenei, la cui cerimonia funebre di tre giorni sarebbe dovuta cominciare stasera ma è stata al momento rinviata.

Un sottomarino Usa ha affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano. Lo ha confermato Pete Hegseth in un briefing sulla guerra al Pentagono.  Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dichiarato che il capo di un’unità iraniana che voleva assassinare Donald Trump è stato ucciso. “Il capo dell’unità che ha tentato di assassinare il presidente è stato braccato e ucciso”, ha detto senza fare il nome ma precisando che l’operazione è avvenuta ieri. A gennaio dell’anno scorso Teheran ha negato qualsiasi complotto per uccidere Trump.

Il missile iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia e intercettato dalla forze dell’Alleanza Atlantica non sembra che possa innescare qualcosa di simile all’articolo 5 della Nato”, ha spiegato Hegseth. “Dovremo comunque studiare meglio la situazione”, ha aggiunto il segretario alla Difesa.

Il segretario ha reso noto che sono in corso indagini sul raid che ha colpito una scuola femminile a Minab, in Iran. “Tutto quello che so, tutto quello che posso dire, è che stiamo indagando in merito. Ovviamente, non prendiamo mai di mira obiettivi civili”.

“L’Iran non può resistere più a lungo a noi. Ci assicureremo, attraverso la violenza dell’azione e le nostre capacità offensive e difensive di stabilire il tono e il ritmo di questa lotta”. “Gli unici limiti che abbiamo in questo è il desiderio del presidente Trump di ottenere effetti specifici per il popolo americano, ed è per questo che non parliamo di quattro settimane, ma potrebbero essere sei, otto, tre. In definitiva, siamo noi a stabilire il ritmo con cui il nemico è sbilanciato, e lo manterremo sbilanciato”, ha spiegato. “E conosciamo la loro capacità di sparare rispetto alla nostra capacità di difenderci, questa differenza si amplia sempre di più ogni giorno, la nostra difesa migliora. Le loro capacità offensive diminuiscono man mano che ci stiamo concentrando su munizioni di cui, come abbiamo detto, disponiamo in decine o migliaia e su cui possiamo sganciare rifornimenti illimitati con effetti ancora maggiori rispetto all’attuale”, ha concluso.

 

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