VERMONT / La popolazione si ribella all’Ice: sui manifestanti lanciati lacrimogeni e granate stordenti – vd

Guerriglia urbana a South Burlington, nel Vermont, in seguito a un’operazione dell’Ice che ha portato al fermo di tre immigrati. Al termine del blitz, avvenuto in Dorset Street nei pressi della zona dell’University Mall, centinaia di manifestanti si sono ribellati agli agenti dell’Ice e sono scesi in piazza per contestare l’operato degli agenti federali di Trump.. Nel giro di pochi minuti, la situazione è degenerata. Attivisti e forze dell’ordine sono entrati a contatto e i tafferugli sono terminati con l’uso di spray al peperoncino, fumogeni e granate stordenti

Le tensioni sull’immigrazione negli Stati Uniti tornano a esplodere, ma stavolta non in Minnesota. Un’operazione messa in campo nel Vermont da agenti federali dell’ICE ha provocato una lunga giornata di scontri con i manifestanti. Dopo il fermo di tre persone all’interno di una casa a South Burlington, centinaia di cittadini si sono radunati per impedire l’azione delle autorità. La situazione è degenerata quando gli agenti sono intervenuti in assetto antisommossa per disperdere la folla, utilizzando lacrimogeni, proiettili non letali e granate stordenti contro i manifestanti. SI sono avuti parecchi arresti e feriti.

Gli agenti hanno tentato di fermare un’auto sospettata di trasportare un uomo ricercato. Dopo un inseguimento e alcuni urti con veicoli parcheggiati, due persone sono entrate in una casa della zona dove si sono poi rifugiate. Nel giro di poche ore la notizia si è diffusa nella comunità locale. Attivisti e residenti sono accorsi sul posto per impedire agli agenti di entrare nell’abitazione, formando una catena umana davanti alla porta e bloccando gli accessi alla casa.

Durante il pomeriggio la tensione è cresciuta mentre le autorità annunciavano l’arrivo di un mandato federale per procedere con l’operazione. “Chi proteggete? Chi servite?”, gridava la folla rivolta agli agenti schierati davanti all’abitazione. Quando il mandato è stato presentato, decine di agenti dell’ICE e della polizia statale sono arrivati con caschi, giubbotti antiproiettile e armi, aprendo un varco tra i manifestanti e sfondando la porta della casa. Dopo circa venti minuti gli agenti sono usciti con tre persone in custodia federale, senza che venissero rese note le accuse.

Alcuni analisti collegano l’intensificazione delle operazioni migratorie al clima politico nazionale. La maxi campagna di arresti promossa dall’amministrazione di Donald Trump procede parallelamente allo scandalo legato agli Epstein files e alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran. Secondo questa lettura, l’escalation militare in Medio Oriente avrebbe anche l’effetto di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica da questioni interne come l’immigrazione e le controversie politiche che stanno attraversando il Paese.

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