La vittoria del NO al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati ha causato uno scossone interno al governo Meloni, che ha portato alle dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, rispettivamente sottosegretario e capa di gabinetto al Ministero della Giustizia, della ministra del Turismo Daniela Santanchè, e del capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri.
Il momento difficile del governo successivo al voto del 22 e 23 marzo si sta riflettendo anche sulle intenzioni di voto delle elettrici e degli elettori. Rispetto al mese precedente, nei sondaggi di marzo infatti la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati ha continuato a perdere consensi rispetto alla coalizione progressista, complice anche la conferma di Futuro Nazionale, il partito dell’ex generale Roberto Vannacci che si attesta su percentuali simili a quelle di febbraio. A subire maggiormente il contraccolpo della sconfitta al referendum è proprio Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il calo dei partiti come Fratelli d’Italia e Forza Italia sta avvicinando molto la coalizione di maggioranza alla coalizione progressista, che comprende tutti i partiti di opposizione eccetto Azione.
A marzo la coalizione di centrodestra ha perso 0,8 punti percentuali, scendendo al 44,9 per cento dei consensi, appena un decimale sopra al 44,8 per cento della coalizione progressista, che ha guadagnato lo 0,1 per cento. Dunque, a fare da “ago della bilancia” potrebbero essere in questo momento Futuro Nazionale e Azione, che per ora non sono entrati ufficialmente in nessuna coalizione
