TRUMP licenzia la ministra della Giustizia, Bondi

Un Donald Trump  a ruota libera nella sua sfacciata volgarità che da taverna che mal si confà al presidente di una nazione. Le ultime esternazioni hanno avuto come bersaglio Macron e Bruce Stringsteen, mentre si apprestava a licenziare la sua ministra della Giustizia, Pam Bondi (nella foto), dopo mesi di tensioni e una gestione contestata del dossier del pedofilo Jeffrey Epstein.

 Le parole contro Macron hanno scatenato l’ira dei francesi. Il presidente degli Stati Uniti ha, infattti, deriso il presidente francese e la moglie Brigitte durante un pranzo privato alla Casa Bianca, organizzato in vista di Pasqua.

“Ho chiamato la Francia, Macron, la cui moglie lo tratta malissimo. Si sta ancora riprendendo dal pugno in faccia“, ha detto il tycoon ripreso in una clip diventata virale sui social. La prossima volta assicurati che la porta sia chiusa”. Parole pronunciate a poche ore dal discorso tenuto alla Nazione e riferite a un episodio di maggio scorso in cui la première dame – in un momento rubato dalle telecamere – sembrava schiaffeggiare il marito. Un battibecco rilassato prima della visita”, ha spiegato un collaboratore dell’Eliseo ai tempi. La risposta di Macron a Trump non si è fatta attendere e – interrogato sulle frasi circolate – ha commentato:

Durante il pranzo privato, Trump ha anche criticato la Nato e le posizioni europee nella guerra contro l’Iran. In prarticolare, il presidente ha specificato di aver chiesto un sostegno alla Francia: “E ho detto: ‘Emmanuel, ci farebbe piacere avere un po’ di aiuto nel Golfo, anche se stiamo battendo ogni record nell’eliminare i criminali e nel neutralizzare i missili balistici. Ci farebbe piacere avere un po’ di aiuto. Se possibile, potresti inviare subito delle navi?’“. Imitando l’accento francese ha proseguito: “‘No no no, non possiamo farlo, Donald. Possiamo farlo dopo che la guerra sarà vinta’. Ho detto: ‘No no, non ho bisogno che la guerra sia vinta, Emmanuel’”.

Trump ha annunciato su Truth Social il licenziamento della procuratrice generale Pam Bondi, la Ministra della Giustizia americana. E ha annunciato la sua sostituzione ad interim con Todd Blanche, il suo vice. “Vogliamo molto bene a Pam, e presto inizierà un nuovo lavoro, molto importante e necessario, nel settore privato”, ha scritto il Presidente degli Stati Uniti. La Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti avrebbe dovuto interrogare Pam Bondi il 14 aprile in merito all’indagine del Dipartimento di Giustizia su Jeffrey Epstein e alla gestione del materiale investigativo relativo al caso. Anche se Bondi non si era ancora impegnata a comparire.

È la seconda rimozione di gabinetto in poche settimane, dopo Kristi Noem alla Sicurezza Interna. Si comincia a intravedere un’amministrazione che non governa, ma un sistema che consuma i propri componenti alla velocità con cui questi si rivelano insufficientemente utili o eccessivamente compromettenti. Bondi era entrambe le cose. Il licenziamento di Bondi, 60 anni, pone fine a un mandato turbolento di 14 mesi, durante il quale ha cercato di placare un capo che pretendeva il controllo illimitato del Dipartimento di Giustizia per portare avanti indagini politicamente motivate contro soggetti di sua scelta, anche quando i pubblici ministeri avevano avvertito che non vi erano prove a sostegno di tali affermazioni.

Al termine di una lunga e ripetuta esternazione di offese, Trump ha puntato le sue volgarità su Bruce Springsteen rispondendo al Boss che durante i suoi concerti ha più volte definito il presidente “corrotto”, “incompetente” e “aspirante re”. In un post su Truth Social, Trump ha accusato il 76enne cantante di soffrire da tempo di una “terribile e incurabile forma di ossessione per Trump”, definendolo “un perdente totale che vomita odio contro un presidente eletto in modo schiacciante”.

Il presidente ha poi descritto ‘The Boss’ come una “prugna secca che ha sofferto molto per il lavoro di un chirurgo plastico davvero incapace”. Trump ha quindi esortato i sostenitori del movimento Maga a boicottare i concerti del cantante, definiti “sovrapprezzati e schifosi”. “Risparmiate i vostri soldi guadagnati con fatica”, ha concluso.

Durante il concerto del 31 marzo che ha inaugurato il tour “Land of Hopes and Dreams” a Minneapolis, Springsteen ha aperto la serata con una preghiera dedicata agli uomini e alle donne impegnati in servizio all’estero, sottolineando il valore dell’arte “in tempi pericolosi”. Il musicista ha inoltre reso omaggio a Renée Good e Alex Pretti, vittime di recenti episodi di violenza legati a operazioni federali, a cui ha dedicato il brano ‘Streets of Minneapolis’.

 

 

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