A New York City si mette un freno alla speculazione immobiliare con una misura che punta ai grandi patrimoni globali. Il neo-sindaco Mamdani e la governatrice Kathy Hochul hanno annunciato l’introduzione della prima “pied-à-terre tax” nello Stato di New York. La ‘rivoluzione’ di New York messa in atto dal sindaco prosegue, quindi, senza sosta. E proprio il primo cittadino, nelle ultime ore, ha annunciato un provvedimento che sta facendo molto discutere: la “tassa piede-a-terre”.
Con un messaggio pubblicato sui social, Mamdani ha spiegato che si tratta di un contributo sugli immobili di lusso che hanno un valore di oltre 5 milioni di dollari che interesserà coloro che non hanno la residenza in città. Negli ultimi anni infatti, New York è stata presa d’assalto da danarosi investitori che hanno comprato immobili solo per investimento, lasciandoli vuoti gran parte dell’anno. Così facendo la crisi abitativa è aumentata di pari passo con gli affitti, tra l’altro sempre più introvabili, soprattutto in centro. Con la nuova tassa invece, nelle casse della metropoli entreranno circa 500 milioni di dollari l’anno, che verranno utilizzati per servizi pubblici e nuove infrastrutture.
Dopo mesi contraddistinti da rapporti per lo più cordiali, il presidente Trump è tornato però ad attaccare duramente il sindaco di New York, Zohran Mamdani, affermando che con le sue iniziative sta “distruggendo” la città. Le dichiarazioni rilasciate giovedì dal presidente segnano dunque una nuova svolta nella relazione con il primo cittadino, mentre quest’ultimo tenta di promuove politiche progressiste che lo pongono in rotta di collisione con Trump, in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Nei suoi primi mesi alla guida della città, il socialista democratico ha indicato tra le misure da adottare l’ampliamento dell’accesso ai servizi di assistenza all’infanzia, il potenziamento del servizio di autobus e la promozione di uno sviluppo abitativo a lungo termine. E sta mantenendo le promesse.
