Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, ha anticipato durante la trasmissione DiMartedì, un’inchiesta che verrà mandata in onda domenica prossima, 19 aprile, su Rai 3, destinata a lasciare un segno non soltanto in Italia: “Avremo un’inchiesta esplosiva su Trump, ma esplosiva a livello internazionale, perché porteremo delle testimonianze inedite sul caso Epstein. E quindi credo che l’inchiesta di Report di domenica sarà impossibile che non lascerà delle tracce, ecco, delle ricadute” ha detto a Floris.
Ha precisato che tra le testimonianze figura quella inedita dell’ex compagna di Zampolli, la dottoressa Ungaro: “Abbiamo una testimonianza inedita che rivelerà delle cose molto imbarazzanti”. Ranucci ha descritto i contenuti come “cose molto, molto, molto delicate”, riguardanti “non solo confessioni su Trump, ma sul rapporto con Epstein, con il rapporto tra Epstein e Melania Trump”.
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IN INGHILTERRA. Lo scandalo Mandelson-Epstein torna al centro di una bufera politica anche in Inghilterra che sta coinvolgendo il premier Keith Starmer. Da diversi mesi, il governo è i debolito da una serie di rivelazioni sulle circostanze che hanno portato alla nomina del veterano laburista ad ambasciatore del Regno Unito a Washington, nonostante i suoi legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
Il premier britannico, a propria difesa, ha definito “imperdonabile” e “sconcertante” non essere stato informato sul fatto che Peter Mandelson non avesse superato il controllo di sicurezza interno sulla nomina politica ad ambasciatore negli Usa e che il Foreign Office avesse ignorato il parere contrario. Il primo ministro laburista, parlando ai media
“Keir Starmer non si dimetterà peril caso Mandelson“, ha dichiarato alla Bbc il ministro Darren Jones, braccio destro del premier laburista e coordinatore del suo Ufficio di Gabinetto, nel pieno della bufera politica sulla nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour legato a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Jones ha respinto l’accusa, avanzata dai partiti d’opposizione contro il primo ministro, di aver “fuorviato” il Parlamento quando aveva affermato più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito “il pieno rispetto delle procedure”. Il ministro ha ribadito la linea di difesa del governo, ritenuta da più parti come non credibile, definendo come “sbalorditivo” il fatto che il ministero degli Esteri abbia ignorato a suo tempo la raccomandazione contraria al rilascio del nulla osta di sicurezza a Mandelson fatta da un apposito comitato – l’UK Security Vetting – durante i controlli preventivi condotti per verificare l’idoneità a quel delicato incarico.
Stando a Jones, il comitato conduce le proprie indagini e formula una raccomandazione al ministero competente, che può respingerla: questa è la procedura consentita, ha sottolineato. La linea di difesa potrebbe però avere dei punti di debolezza, a partire dal fatto che la nomina di Mandelson a inviato negli Usa – poi tolto da quell’incarico e successivamente arrestato nelle indagini sulla condivisione di informazioni governative riservate con Epstein quando era ministro – fosse politica e quindi espressamente voluta da Starmer, fortemente interessato al superamento di ogni controllo interno.
