L’estrema destra avanza in Gran Bretagna con una vittoria nettissima alle elezioni locali, infliggendo una bruciante sconfitta sia il partito laburista, sia a quello conservatore e di fatto rompendo lo storico duopolio politico britannico tra conservatori e laburisti. A esultare è Nigel Farage, di Reform Uk, il tribuno della Brexit oggi legato alla destra trumpiana, che si è detto certo di diventare tra non molto il nuovo premier. La pesante sconfitta dei laburisti nei risultati parziali dei 136 consigli locali non ha indotto però il premier Starmer ad annunciare le dimissioni. Male anche i Conservatori, mentre guadagnano seggi – seppure in misura ridotta rispetto a Farage – sia i centristi Liberaldemocratici, sia i Verdi del cosiddetto “ecopopulista” Zack Polanski della sinistra radicale. Non sono stati ancora comunicati i risultati delle elezioni locali in Scozia e Galles, ma il boom dell’estrema destra è incontrovertibile.
Il premier Starmer ha riconosciuto come “molto dura” la sconfitta. Un risultato che “fa male”, ha dichiarato, elogiando l’impegno dei militanti del Labour e ad assumendo su di sé “la responsabilità” della disfatta, senza “cercare capri espiatori”. Questa sconfitta – ha tuttavia aggiunto – “non indebolisce la mia determinazione a realizzare il cambiamento promesso” dal governo.
“Una svolta storica nella politica britannica”, destinata a consolidare la fine del sostanziale bipartitismo segnato dall’alternanza al potere Tory-Labour nel Regno Unito: è l’interpretazione che Nigel Farage dà ai primi risultati della vasta tornata di elezioni amministrative di ieri, rivendicando a Reform Uk, forza della destra anti immigrazione – la palma di vero vincitore della consultazione. “Reform – sottolinea – ha vinto in aree controllate da sempre dai Conservatori, ma pure in aree dominate dai laburisti”.
“Al momento ci aggiudichiamo un terzo di tutti i seggi in palio, ma penso che il meglio debba ancora venire”, osserva soddisfatto, evocando l’avanzata dei suoi dal sud dell’Inghilterra (tradizionalmente conservatore), alle Midlands e alle zone del cosiddetto ex muro rosso del nord, non senza dichiararsi ottimista pure per l’esito dello scrutinio in Galles e in Scozia.
