GARLASCO / La Procura chiude l’inchiesta: “A uccidere Chiara Poggi è stato Sempio, non Alberto Stasi”

Secondo la nuova inchiesta della procura di Pavia, a uccidere Chiara Poggi non sarebbe stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato della giovane che sta finendo di espiare 16 anni di carcere, ma Andrea Sempio, ai tempi 19 anni e amico del fratello della vittima. Due le fasce orarie in cui sarebbe stato commesso l’omiciodio della studentessa di Garlasco.  Ieri i magistrati hanno convocato Andrea Sempio e il fratello della vittima, Marco Poggi. L’interrogatorio per Sempio e l’audizione di Marco Poggi concludono un anno e mezzo di indagine.

Il padre di Sempio e lo scontrino. “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. È quanto ha affermato Giuseppe Sempio, padre di Andrea, alla moglie Daniela Ferrari in una intercettazione ambientale del 22 ottobre scorso, in riferimento allo scontrino del 13 agosto 2007 in un parcheggio a Vigevano: documento che, secondo la versione fornita da Andrea Sempio, sarebbe la prova che la mattina del 13 agosto 2007 non si trovava a Garlasco ma a Vigevano. È quanto emerge dalla informativa finale dei carabinieri sulla nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. In base a quanto affermano gli investigatori nell’atto, i due parlano della notizia di un ipotetico supertestimone che avrebbe chiarito agli inquirenti la natura del famoso scontrino. “Ed è proprio parlando – appunta noi carabinieri – della inattendibilità di questo supertestimone che Giuseppe Sempio dice alla moglie una cosa che potrebbe finalmente fugare i dubbi residuali sulla provenienza dello scontrino”.  “La donna afferma: adesso c’è un famigliare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né Andrea né i suoi familiari”, parole a cui li marito replica: “Come fa ad averlo? Gliel’ha dato lui? (ride), non so! Chi è che gliel’ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì…vabbè.. estremizzare le cose che comunque poi sono cag*te perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”

I carabinieri: ” Stasi condanato su elementi incomprensibili e paradossali”. “Appare francamente difficile percorrere con logica il filo di una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni. Tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contradditori”. Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano in un’informativa e in particolare nella parte in cui analizzano le “evidenze” per le quali Alberto Stasi non può essere l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi, contestato ad Andrea Sempio nella nuova inchiesta. In relazione alle indagini che hanno portato alla condanna definitiva dell’ex bocconiano, parlano di elementi “incomprensibili” e “paradossali”.

Gli investigatori entrano nel dettaglio utilizzando parole molto dure per le ricostruzioni e le modalità d’indagine di chi ha indagato in precedenza: “Alla base vi è la convinzione che Stasi, con la complicità più o meno consapevole di altri soggetti, anche inquirenti, abbia consapevolmente nascosto la bicicletta nera con cui aveva raggiunto via Pascoli ammazzando la propria fidanzata: bicicletta, poi, sottratta agli inquirenti e rinvenuta soltanto a distanza di anni. Tuttavia, anche ammettendo che un assassino così freddo e calcolatore avesse commesso una superficialità degna di personaggi fumettistici, e cioè quella di non far sparire definitivamente quella bicicletta disfacendosene completamente, ci sono altri elementi francamente incomprensibili. A partire proprio dalla bici Holland sequestrata nel 2014: bicicletta totalmente diversa da quella descritta con estrema precisione dalla teste Bermani (la vicina di casa dei Poggi) che in questa lunga vicenda giudiziaria, si è dimostrata l’unica testimone totalmente attendibile”.

La bicicletta Holland, a meno di ammettere che la Bermani abbia sostenuto il falso, è la tesi dei carabinieri, “non era quella presente la mattina del 13 agosto in via Pascoli. Ma anche, come mero esercizio di stile, ammettendo che quella potesse essere la bicicletta utilizzata dallo Stasi assassino, è impossibile spiegare un atto più illogico ed incongruente dello scambio dei pedali. Perché seguendo questa ipotesi, si deve necessariamente percorrere il tracciato dello Stasi freddo calcolatore che elimina ogni traccia possa ricondurre a sé: ma allora, qual è il motivo per il quale non far sparire completamente la bicicletta Holland? Questa è una domanda a cui non è possibile fornire una risposta logica. E se non è possibile farlo su questo punto, è ancora più paradossale affrontare il tema dello scambio dei pedali: far sparire una bicicletta perché utilizzata per un delitto, ma impiegare del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in pasto agli inquirenti. È una suggestione impercorribile per una polizia giudiziaria che si deve muovere nell’esatto tracciato del diritto”. E infine, osservano gli investigatori, “almeno nelle prime fasi, certamente Stasi non poteva avere piena consapevolezza di quali e quante fossero le testimonianze raccolte dai Carabinieri, quindi avrebbe avuto senso agire tentando di eliminare ogni oggetto che potesse ricondurlo alla scena del crimine, che fosse bicicletta o pedali!”.

Negli atti, frutto del lavoro dei carabinieri e della Procura di Pavia, viene indicato il movente che avrebbe portato Sempio a uccidere Chiara. “In quei video intimi, espliciti, tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, è verosimile si inneschi il movente del delitto: l’infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell’assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l’approccio approfittando dell’assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino”.

La ricostruzione di questo movente, riconoscono gli investigatori, “porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretto da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 rappresenta l’apice (il soliloquio in auto di Sempio, ndr), e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità In questo quadro, ritornando ai filmati, è importante definirne il contesto. L’analisi della copia forense del pc di Chiara Poggi ha restituito ulteriori elementi come sottolineato dalla consulenza informatica. Fermo restando che parte di quei video era sulla Pendrive 2GB di Chiara almeno fino al primo luglio 2007 e considerando che, a quanto pare, vi poteva essere a casa di Chiara un cd contenente almeno un altro video (se non due) della coppia, è documentato che nella cartella privata di Chiara il video ‘1 Maggio’ era accessibile e visibile e che Sempio aveva avuto accesso a quel pc quantomeno alla data del 20 luglio 2007, e non per giocare ai videogame”. E sempre in questa ricostruzione “ultimo e non importanza è doveroso sottolineare che il riferimento fatto da Sempio nel corso dell’intercettazione ‘Dentro la Penna’ è suggestivo ma indicativo e ancorato a un dato oggettivo: sulla pendrive di Chiara Poggi c’erano i filmati della coppia”.

 

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