Electrolux licenzia / Il ministro pentito / Il campo profughi chiuderà / Sandro Ciotti, la voce del calcio / Il campione pro-Pal

L’azienda svedese di elettrodomestici licenzia 1.700 dei 4.500 occupati in Italia.  A causa della profonda crisi che ha colpito l’industria degli elettrodomestici, Electrolux ha annunciato il licenziamento di 1.700 dei 4.500 lavoratori occupati in Italia, nel corso di una riunione di Coordinamento nazionale convocata a Venezia. In particolare, è stata annunciata la chiusura dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona), in cui operano 170 lavoratori. Il coordinamento nazionale sindacale di Fim, Fiom, Uilm ritiene “inaccettabile” il pesantissimo” piano di ristrutturazione che coinvolge il 40% degli attuali occupati, e dichiara lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, che saranno declinate in ogni stabilimento.” Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato di seguire “la situazione con la massima attenzione”. Electrolux ha cinque stabilimenti in Italia: a Porcia di Pordenone (lavatrici e lavasciuga), a Susegana di Treviso (frigoriferi e congelatori), a Solaro di Monza (lavastoviglie), a Forlì (forni e piani cottura) e Cerreto d’Esi (cappe da cucina), quest’ultimo destinato alla chiusura. Le altre notizie di Ancona   Pordenone  Treviso  Forlì-Cesena Monza

GIULI DALLA MELONI CON LA CODA TRA LE GAMBE: “HO SBAGLIATO”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, reo di aver silurato a freddo due alti dirigenti del suo dicastero legati ad Arianna Meloni e a Fazzolari, si cosparge di cenere il capo e, con la coda tra le gambe, entra a Palazzo Chigi e chiede perdono alla premier Meloni per la sua alzata di scudi e l’affronto al cerchio magico della Destra. Il vertice a tra Meloni e lo stesso Giuli ha restituito infatti l’immagine di un ministero sotto tutela. I retroscena parlano di una strigliata della premier al titolare della Cultura, colpevole di aver aperto un fronte interno proprio mentre il governo cerca stabilità. “Ho capito, ho sbagliato”: con queste parole, riportate dalle cronache parlamentari, Giuli avrebbe cercato di placare l’irritazione della premier. Il licenziamento di Emanuele Merlino ed Elena Proietti non è stato digerito dai vertici di Fratelli d’Italia, che vi hanno letto una sfida diretta allasse Fazzolari-Arianna Meloni. La risposta della Meloni è stata perentoria: la fiducia resta, ma la pazienza è finita. L’ordine è di fermare le “guerre fratricide” che offrono sponde facili alle opposizioni e rischiano di paralizzare un ministero chiave, oltre che tutelare i fedelissimi.

L’ALBANIA CHIUDERA’ NEL 2030 IL CAMPO PROFUGHI DELL’ITALIA. L’accordo tra Italia e Albania sui centri per migranti scadrà nel 2030. L’Albania non estenderà, infatti, l’accordo sull’immigrazione con l’Italia oltre quell’anno ha dichiarato il ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, in un’intervista a Euractiv. “L’accordo ha una durata di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà un rinnovo. In secondo luogo, non ci sarà alcun rinnovo perché saremo membri della Ue. Una volta che l’Albania entrerà a farne parte non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio dell’Unione Europea“, ha aggiunto. Il ministro ha respinto le ipotesi secondo cui ciò potrebbe incentivare il governo italiano – che sostiene l’adesione dell’Albania all’UE – a non ammettere il Paese, per il bene della sopravvivenza dei suoi campi profughi. “L’Italia aveva bisogno di aiuto. Noi abbiamo aiutato. E questo non va dimenticato“, ha concluso Hoxha. Critico il M5S: Da ‘fun-zio-ne-ran-no’ a ‘chiu-de-ran-no’. L’annuncio del governo di Tirana di non voler rinnovare l’accordo con l’Italia è la pietra tombale sul fallimentare quanto costosissimo spot albanese di Meloni”.

L’ULTIMA RADIOCRONACA DI SANDRO CIOTTI, LA VOCE DEL CALCIO. Trent’anni fa (12 maggio 1996) l’ultima radiocronaca di un grande giornalista sportivo al quale i moderni e sciatti commentatori di calcio parlato che imperversano su tutte le tv e radio dovrebbero guardare e ricavarne insegnamenti: Sandro Ciotti. Il giornalista venuto a mancare nel luglio del 2003 viene ricordato così dal sito Calcio – Gli ultimi romantici (CUR). “Scusa Provenzali, soltanto dieci secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai. Un grazie affettuoso a tutti gli ascoltatori. Mi mancheranno”. Così Ciotti con la sua inconfondibile voce disse per l’ultima volta dal Sant’Elia di Cagliari per commentare Cagliari-Parma, partita scelta proprio dal radiocronista per congedarsi da ‘Tutto il Calcio minuto per minuto’. Alfredo Provenzali dallo studio aggiunse: “Sono gli ascoltatori e tutti noi che ti dobbiamo ringraziare“. Il video da Cagliari dell’ultima radiocronaca. Come dargli torto, siamo certi che l’avete letta tutti con la sua inconfondibile voce. Come dimenticare la sua scaramanzia e quel minuto 17 mai nominato, sostituito da quel ‘Siamo al minuto che intercorre tra il 16° e il 18°’. Ve ne citiamo alcune delle più romantiche: ‘A Bari la giornata è calda e languida come gli occhi di Ornella Muti.‘Firenze il cielo è striato d’azzurro come da contratto, l’autunno è un’ipotesi, e quasi nessuno parla del matrimonio di Pippo Baudo. Il terreno è perfettamente agibile, la ventilazione è inapprezzabile, gli spalti gremiti al limite della capienza.‘A Napoli la giornata è splendida, manca solo Caruso che canti O’ sole mio’.
UN CAMPIONE ANCHE NELLA VITA. Il ragazzo nella foto si chiama Lamine Yamal, ha 18 anni, è la superstar del Barcellona che si è appena laureato campione di Spagna. E’ quanto ci viene segnalato su Facebook. Durante i festeggiamenti per la conquista del 29esimo titolo della Liga dopo aver sconfitto al Camp Nou gli eterni rivali del Real Madrid, Yamal, padre marocchino e madre originaria della Guinea Equatoriale, ha preso in mano una bandiera palestinese e l’ha sventolata a lungo dal pullman scoperto che sfilava per le strade della città. Con questo semplice gesto, il giovanissimo campione ha dato una visibilità planetaria alla bandiera di un Paese pieno di dignità e di un popolo vittima di un genocidio. È un fenomeno con i i piedi – ha appena vinto la sua terza Liga a 18 anni, dopo essere stato nel 2025 campione d’Europa con la nazionale spagnola, ma qui ha fatto qualcosa di più grande che vincere un campionato. Ha dimostrato di essere un campione anche nella vita, uno che non guarda dall’altra parte mentre si compiono stragi oppure se ne resta in silenzio per non voler denunciare un genocidio.

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