PREZZI / Ad aprile l’inflazione al 2,7%, boom dei costi dell’energia: +9,2% / Italia ancora indietro negli stipendi

Ad aprile 2026 l’inflazione sale a +2,7%, sostenuta dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (da -2,1% a +9,2%) e degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%). Un parziale effetto di freno alla crescita dell’inflazione – scrive l’Istat – si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale a +2,3% (da +2,2%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,6% (da +1,9%). L’inflazione acquisita ad aprile, per il 2026, è pari a +2,3%.

Tra le cinque maggiori economie europee, la Germania è in testa con 66.700 euro, seguita da vicino dal Regno Unito con 65.340 euro. Le altre tre grandi economie restano nettamente indietro. In Francia lo stipendio medio è di 45.964 euro, in Italia di 36.594 euro e in Spagna di 32.678 euro. In Germania e nel Regno Unito gli stipendi medi sono più del doppio rispetto a quelli spagnoli. Austria (63.054 euro), Belgio (62.348), Irlanda (60.258), Finlandia (55.462) e Svezia (50.338) si collocano tra questi due gruppi, tutti sopra la soglia dei 50.000 euro.

La Slovacchia registra lo stipendio annuo più basso nell’UE, pari a 19.590 euro. Nove dei 22 Paesi dell’Unione presenti nell’elenco sono sotto i 30.000 euro. Ungheria (21.257 euro), Lettonia (21.321), Cechia (23.685), Portogallo (24.254) e Polonia (24.490) si collocano tutte sotto i 25.000 euro. Estonia (25.603), Grecia (26.563) e Lituania (28.474) sono al di sopra di quella soglia ma restano sotto i 30.000.

Gli esperti dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) che hanno parlato con Euronews Business spiegano che le differenze salariali in Europa riflettono in larga misura tre fattori: produttività e struttura economica, istituzioni del mercato del lavoro e costo della vita. I Paesi con settori ad alto valore aggiunto, come finanza e tecnologia, tendono a pagare di più, così come quelli con sindacati forti e una contrattazione collettiva sviluppata. Anche livelli dei prezzi più elevati spingono in genere verso l’alto i salari nominali.

 

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti

Le notizie della tua città