L’eccezionale ondata di calore, che da quasi due settimane tiene sotto scacco buona parte dell’Europa, proseguirà per l’Italia in questo inizio di settimana. Le correnti temperate atlantiche stanno tornando a prevalere sull’Europa centro-occidentale, dove volge al termine la fase di caldo estremo mentre almeno fino a mercoledì 1° luglio, il nucleo “bollente” della massa d’aria subtropicale indugerà ancora in tutta la fascia meridionale del continente dove i termometri saliranno fino a 38-40 gradi in diverse aree. Scarsa ventilazione e conseguente ristagno dell’umidità nei bassi strati continuano a favorire un marcato disagio dovuto all’afa insistente anche nelle ore notturne quando si fa fatica in molti casi a scendere sotto la soglia dei 25 gradi.
Prosegue anche l’instabilità pomeridiana/serale, con anche degli strascichi notturni, con sviluppo di temporali di calore per lo più sulle aree montuose ma con locali sconfinamenti fino alla Pianura Padana ed alle aree interne della penisola. Con l’inizio di luglio, invece, anche gli ultimi aggiornamenti confermano l’arrivo di una perturbazione nord atlantica (la prima di luglio) che porterà alla conclusione di questa ondata di caldo estremo al prezzo di una pericolosa fase temporalesca.
Infatti, l’afflusso di aria più temperata e il contrasto termico elevatissimo, determinerà tra mercoledì 1 e venerdì 3 un elevato rischio di fenomeni violenti con grandinate, forti raffiche di vento e la possibilità che si generi anche qualche tromba d’aria. Assisteremo anche ad una generale intensificazione della ventilazione settentrionale che favorirà un significativo ricambio d’aria con calo dei tassi di umidità e dell’afa. Le temperature per qualche giorno scenderanno su valori più vicini alla norma o, perlomeno, sotto la soglia dei 35 gradi.
Le città con il bollino rosso: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo. Con bollino arancione sono Cagliari, Catania e Trieste. Le città più fresche, con bollino giallo, sono Reggio Calabria e Messina.Il 30 giugno e l’1 luglio i bollini rossi aumentano da 22 a 25: in rosso, infatti, passano anche Cagliari, Catania e Trieste.
LE PREVISIONI FINO AL 30 GIUGNO
L’ondata di calore eccezionale iniziata il 17 giugno continuerà fino a martedì 30 con temperatura prossime ai 40 gradi in tutta la pianura padana. Le condizioni sono generalmente meno intense in collina e montagna, dove è presente una maggiore escursione termica dovuta a un più efficace raffreddamento notturno. E’ quanto indica l’ultimo bollettino di Arpae Emilia Romagna.
I valori massimi e minimi di questi giorni sono eccezionalmente anomali, non solo per la fine di giugno ma anche per i mesi centrali dell’estate. Le massime a fine giugno in pianura dovrebbero infatti aggirarsi intorno ai 29-30 gradi, mentre le minime intorno ai 17-18 gradi. Per questo il valore di temperatura medio regionale, usato come indicatore generale dell’anomalia termica in atto, dal 19 giugno risulta superiore (8-10 gradi) ai precedenti record storici giornalieri e la previsione mostra che potrebbe mantenersi tale fino al primo luglio. Se non ci saranno variazioni nella previsione, questa ondata di calore diventerà la più duratura e intensa mai registrata in Emilia Romagna, con temperature medie regionali superiori ai massimi storici per 13 giorni consecutivi, contro i 9 giorni registrati nel 2003 dal 6 al 14 agosto.
Il perdurare del caldo anomalo porta con sé numerose conseguenze, dalle condizioni di disagio bioclimatico ormai presente da giorni nelle città, alla riduzione delle rese agricole, a possibili problemi alle infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento energetico, fino alla disponibilità idrica.
In merito ai deflussi del fiume Po, nella stazione di Pontelagoscuro di Ferrara il valore medio mensile della portata di giugno (dato parziale al 23 giugno) risulta inferiore alla media di lungo periodo (1923-2024) con valore dello scarto percentuale pari a -67%; in particolare il 23 giugno si è osservata una portata pari a circa 300 metri cubici al secondo, con effetti in termini di intrusione salina nel delta del fiume Po. La tendenza per il prossimo periodo mostra un’ulteriore decrescita delle portate. Per maggiori dettagli consultare il sito dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, che presenta il quadro sinottico delle portate e dei prelievi e una caratterizzazione della situazione idrologica, con definizione dello stato di severità idrica.
L’attività di Arpae come Centro funzionale regionale prosegue con il monitoraggio continuo della situazione e l’emissione di allerte per temperature estreme maggiormente focalizzate sui rischi riguardanti disservizi alle infrastrutture, mentre per le conseguenze sulla salute è attivo il servizio di previsione specifico del disagio bioclimatico, con le previsioni aggiornate per il giorno stesso e per i due giorni successivi nella pagina dedicata al “Rischio calore”. A fianco la situazione odierna, 28 giugno. Sotto, previsione di lunedì’ 29 e martedì 30 giugno. (Colore rosso: forte disagio; giallo: disagio; verde: debole disagio)

L’Europa non aveva mai raggiunto una temperatura così alta. L’ondata di calore che sta investendo l’Europa occidentale è la più grave e diffusa mai registrata su un’area, ed è resa possibile – lo dicono gli scienziati senza ambiguità, dalla crisi climatica prodotta dalla combustione di combustibili fossili. Secondo lo studio del consorzio World Weather Attribution (WWA) quasi la metà delle 850 principali città europee sta affrontando calore più calde mai misurate, tenendo conto non solo della temperatura ma anche dell’umidità. Secondo l’OMS, in Europa il caldo ha fatto più di mille vittime.
Quest’ultima variabile è decisiva, perché riduce la capacità del corpo di raffreddarsi attraverso la sudorazione, rendendo le ondate di calore sistematicamente più letali. I dati storici aggravano il quadro. Fino al 2003, un’ondata di calore come questa sarebbe stata di 2 gradi meno intensa, grazie al minore accumulo di CO2 nell’atmosfera.
Nel 1976, un altro anno entrato nella memoria collettiva europea per il gran caldo, la differenza sarebbe stata di 3,5°. Le temperature notturne elevate sono oggi circa cento volte più probabili rispetto a vent’anni fa. Almeno 100 milioni di persone in Europa stanno affrontando temperature superiori ai 35 gradi. Scuole chiuse, ospedali sotto pressione, treni e voli cancellati in buona parte del continente. Il tributo in vite umane è ancora da quantificare, ma il precedente pesa: nell’estate del 2022, oltre 60.000 persone morirono di caldo in Europa.
“Questo evento non sarebbe stato possibile a giugno senza i cambiamenti climatici – ha affermato Theodore Keeping dell’Imperial College di Londra – la velocità del cambiamento è allarmante.” La causa meteorologica immediata – un sistema di alta pressione bloccato che aria calda e richiama flussi dal deserto del Sahara – non è insolita. Quello che è cambiato è l’intensità con cui il riscaldamento globale amplifica ogni configurazione estrema. Gli scienziati avvertono che, senza un’azione urgente, le future estati potrebbero rendere quella attuale un ricordo relativamente temperato.
Il caldo estremo in Italia, secondo gli istituti meteorologici, durerà fino al 30 giugno e come sempre con epicentro nella Pianura Padana dove la calura si associa a una elevata umidità che ne aumenta la percezione. (z.z.da)
Fonti: istituti meteo italiani ed europei






