Al via il nuovo anno scolastico per 7,5 milioni di studenti: i licei restano in testa, mentre la filiera quadriennale con gli ITS raddoppia le iscrizioni. Sullo sfondo le incognite dell’IA Act, il divario Nord-Sud e la piaga del caro-libri.

(PdA) — Tra pochi giorni sette milioni e mezzo di studenti torneranno in classe in una fase in cui il sistema scuola si confronta con problemi complessi: il calo demografico, la spinta verso la filiera tecnico-professionale e il divario Nord-Sud. A ciò si aggiungono l’impatto dell’Intelligenza Artificiale e il riassetto delle scelte di famiglie e studenti. La scuola riflette le trasformazioni strutturali del Paese, che assiste alla perdita costante di circa 100mila iscritti all’anno nell’infanzia e nella primaria, con inevitabili ripercussioni su accorpamenti e autonomie. L’avvio delle lezioni sarà come di consueto sfalsato: si parte il 7 settembre nella Provincia autonoma di Bolzano, si prosegue tra il 10 settembre (Trento, Veneto, Valle d’Aosta) e il 14-15 settembre nelle restanti Regioni.

Le scelte delle famiglie

I Licei si mantengono in cima alle preferenze nazionali, mentre gli istituti Professionali mostrano un segnale di ripresa rispetto alla contrazione degli anni passati. Tra i licei si registra una spinta verso l’area delle scienze umane e la tenuta dello scientifico, a fronte di una lieve flessione del linguistico e del classico. Negli Istituti Tecnici spiccano Informatica e Meccatronica per il settore tecnologico e Amministrazione, Finanza e Marketing per l’economico. I Professionali sono trainati da Enogastronomia e Servizi Sanitari.

Indirizzo di studio % Iscritti 2026/27 Trend su 2025/26 Dettaglio e sotto-indirizzi rilevanti
LICEI 55,88% 📉 (da 55,99%)

Scientifico: 24,99% (Ordinario 13,16% • Applicate 9,75% • Sportivo 2,08%)

 

Scienze Umane: 7,93% (Les 4,55%)

 

Linguistico: 7,69% • Classico: 5,20% • Artistico: 3,95%

 

Made in Italy: 0,14% (+32,5% sul 2025)

ISTITUTI TECNICI 30,84% 📉 (da 31,32%)

Tecnologico (19,06%): Informatica/TLC 4,98% • Meccatronica 3,06%

 

Economico (11,78%): Amministrazione, Finanza e Marketing 8,66%

ISTITUTI PROFESSIONALI 13,28% 📈 (da 12,69%) Enogastronomia/Alberghiero 4,15% • Servizi Sanità/Assistenza 2,25% • Manutenzione/Assistenza Tecnica 1,94%
FILIERA 4+2 (ITS) 10.532 iscritti 📈 (da ~5.400) Raddoppio netto delle adesioni, con forte concentrazione nel Mezzogiorno.

La scommessa della Filiera 4+2

L’introduzione della filiera tecnologico-professionale 4+2 è il dato politico e strutturale di maggior rilievo. Le iscrizioni alla filiera quadriennale sono quasi raddoppiate raggiungendo 10.532 adesioni, con un’alta concentrazione al Sud. Con l’entrata a regime nel nuovo anno scolastico, il percorso prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni di specializzazione negli ITS Academy, con l’obiettivo di colmare il divario tra istruzione e mercato del lavoro in settori chiave quali Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Nuove tecnologie della vita, Made in Italy e ICT.

Le nuove competenze e la digitalizzazione

Cambiano l’offerta formativa e la governance degli istituti di fronte alle innovazioni legislative e tecnologiche. Entrano in vigore le disposizioni sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) con obblighi precisi per le scuole: mappatura dei rischi degli applicativi, trasparenza verso le famiglie e divieto di sistemi di profilazione biometrica o riconoscimento delle emozioni in aula. I programmi integreranno elementi di pensiero computazionale, coding e uso critico della tecnologia.

Trovano spazio anche le 33 ore annuali di Educazione Civica incardinate su tre pilastri: Costituzione, Sviluppo Sostenibile e Cittadinanza Digitale. Sul fronte gestionale, si stabilizzano le riunioni degli Organi Collegiali a distanza con e-voting certificato e viene rivista la procedura d’assegnazione delle supplenze tramite nuovi algoritmi, volti a facilitare il completamento orario ma rigidi contro rinunce e abbandoni.

La piaga della dispersione

Il diritto all’istruzione evidenzia ancora forti spaccature geografiche. Se la scuola dell’obbligo tiene nel primo ciclo, il biennio delle superiori registra una dispersione esplicita del 10,5% (contro la media UE del 9%). A questa si affianca la dispersione implicita: circa il 20% dei maturandi ottiene il diploma senza raggiungere le competenze di base in italiano, matematica e inglese. Nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria) l’abbandono supera in alcuni contesti il 15-18%, a fronte di medie inferiori all’8% al Nord. Per contrastare il fenomeno vengono introdotte 30 ore annue di orientamento scolastico nella secondaria di primo grado e nel triennio delle superiori.

Clima, costi e precariato

Iniziativa scolastica al via tra le consuete polemiche. Le temperature elevate di inizio settembre riaccendono lo scontro tra sindacati e ministero sull’opportunità di posticipare il rientro o adeguare gli impianti di climatizzazione. Pesa poi il caro-scuola, con rincari su libri di testo e corredo che gravano sui bilanci familiari. Infine, resta aperto il nodo del precariato: la copertura dei posti vacanti entro l’avvio delle lezioni rimane critica, in particolare per i posti di sostegno e le classi di concorso scientifico-matematiche.

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