Uno smargiasso Trump arriva all’assemblea dell’Onu attaccando di nuovo la CNN e le Tv che hanno fermato la copertura dell’evento. Ha parlato di un’età dell’oro degli Stati Uniti dicendosi convinto che dopo le elezioni di midterm Teheran chiederà un accordo di pace. Non poteva mancare il prossimo bersaglio delle sue missioni di pace: Cuba. “Un Paese fallito, presto cadrà”: La delegazione dell’Avana ha lasciato, per protesta, l’assemblea delle Nazioni Unite.
(NEW YORK) — Al Palazzo di vetro sono presenti 200 tra presidenti, premier e diplomatici da tutto il mondo in occasione dell’81esima sessione è anche l’ultima con Guterres segretario. Molto atteso l’arrivo di Trump. Alle Nazioni Unite, prima del discorso davanti ai membri dell’Assemblea generale, il presidente americano, si è detto onorato di essere al Palazzo di vetro per poi indicare la troupe di CNN sul posto e aggiungere: “Sono sorpreso che sia qui per la mia copertura giornalistica. Non dovreste essere qui. Non dovreste essere qui a coprirmi. Avete detto che non vi sareste occupati della mia copertura. Non dovreste farla”. Venerdì scorso Trump ha messo al bando dalla Casa Bianca CNN oltre al canale televisivo MS Now e al sito Politico. Ieri i tre media hanno fatto causa e le TV parte del pool della Casa Bianca – quelle che a rotazione seguono ovunque il presidente Usa e condividono con altri il girato – hanno detto di fermare la loro copertura in segno di solidarietà. Oltre a CNN ci sono ABC, CBS, NBC e perfino la Fox, la tv megafono di Trump. Fra i tanti presenti in sala ad ascoltarlo ci sono la First Lady Melania e il segretario di Stato Marco Rubio,
IRAN
Trump ha subito affrontato la questione Iran: “Voglio ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i deplorevoli attacchi terroristici dell’Iran contro le navi commerciali”. Questo uno dei passaggi del discorso secondo quanto riferito dalla Casa Bianca. “Tale risoluzione ha ottenuto un numero di co-sponsor tra gli Stati membri dell’Onu superiore a qualsiasi altra risoluzione del Consiglio di Sicurezza nella storia” dice ancora il presidente americano. “Due anni fa il nostro Paese era morto. Ora siamo nell’età dell’oro. Abbiamo agito con decisione per risolvere i problemi del mondo” fra questi il “fanatico regime dell’Iran. Erano i bulli del Medio Oriente ma ora non lo sono più. Da quando mi sono insediato il mio impegno è stato incrollabile nel non far avere” a Teheran l’arma nucleare. “Sono convinto che l’Iran farà l’accordo dopo le elezioni” di medio termine – ha aggiunto il presidente americano, suscitando l’applauso dell’Assemblea Generale quando ha ribadito che Teheran “non avrà mai l’arma nucleare”
CUBA
“Cuba è uno Stato fallito e cadrà” ha detto Trump indicando il suo prossimo bersaglio. Le sue parole hanno spinto la delegazione dell’Avana ad alzarsi e ad allontanarsi dall’aula dell’Assemblea generale. La situazione di Cuba – secondo Trump responsabile dell’infiltrazione dei comunisti negli Stati Uniti – è drammatica. Il Paese è in ginocchio”.
Già da tempo le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme sul rischio di un collasso umanitario. Cuba è strozzata da 68 anni di embargo imposto da Washington, ma che, da quando è stato spodestato il governo amico del Venezuela, soffre di una situazione economica ancora più grave. Non una goccia di petrolio entra sull’isola da tre mesi: al momento 10 milioni di cubani spesso non hanno elettricità, compresi quelli ricoverati negli ospedali. Continui blackout rendono necessario contingentare le risorse energetiche. I Paesi amici, come il Messico, hanno inviato nei mesi scorsi navi cisterna con greggio, salvo poi bloccare i rifornimenti per paura di ritorsioni da parte della Casa Bianca. Anche la Russia ha mandato navi con 730 mila barili di petrolio, ma a causa del blocco navale non è riuscita a raggiungere le coste. Il tutto per la gioia di Trump e degli esuli cubani in Florida, i figli e i nipoti del regime di Batista che affamò l’isola, la trasformò in un’immensa bisca, rubando a piene mani. Con un’odio viscerale per Fidel Castro e Che Guevara che fecero cadere con la rivoluzione quel regime corrotto. Ma di questo pochi parlano, anzi elevano a eroi della democrazia occidentale coloro che fuggirono dall’Avana e che oggi si professano tutti di estrema destra.
GUTERRES E LA PULIZIA ETNICA IN CISGIORDANIA
“La violenza, gli sfollamenti forzati e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania stanno spianando la strada alla distruzione della pace e facendo emergere lo spettro di una pulizia etnica. Non possiamo permettere che la soluzione a due Stati svanisca sotto i nostri occhi”. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, intervenendo davanti all’Assemblea generale al Palazzo di Vetro. “Non possiamo permettere che la soluzione dei due Stati” tra Israele e Palestina “scompaia davanti ai nostri occhi. In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest’aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale”.






