Dopo Spagna e Francia, anche in Belgio esplodono proteste contro le politiche del governo. Stamani circa 50mila persone hanno preso parte a Bruxelles alla manifestazione nazionale indetta dal sindacato FGTB (Fédération Générale du Travail de Belgique) e dalla CSC (Confederazione dei sindacati cristiani) contro le  politiche socio-economiche del governo. Al centro delle proteste il piano del  governo di centrodestra guidato dal premier Bart De Wever, che punta a reperire 10 miliardi di euro di risparmi entro la fine della  legislatura nel 2029 per affrontare l’elevato debito pubblico e il persistente deficit di bilancio del Belgio. La manifestazione è degenerata in guerriglia urbana

Il corteo è partito dalla Stazione Centrale intorno alle 11 e i primi manifestanti avevano già raggiunto la Stazione Midi quaranta minuti dopo. L’intera manifestazione si era svolta pacificamente. Molti partecipanti erano impegnati in attività educative. Il corteo è poi degenerato in una guerriglia urbana con diverse centinaia di manifestanti incappucciati che di fronte alla Gare du Midi, la stazione principale della città, hanno attaccato con lancio di pietre e mazze di metallo un camion idrante della polizia fermo in una strada laterale di Avenue Fonsny. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e con l’uso dell’idrante per disperdere i manifestanti.

Gli scontri continuano dalle 14 e il gruppo di manifestanti sta crescendo. In piazza, a fronteggiare le forze dell’ordine, sono rimasti soprattutto gli studenti che hanno partecipato al corteo contro le politiche del governo. La polizia è riuscita da poco a far indietreggiare i giovani e a liberare la parte del viale immediatamente di fronte a uno degli ingressi della stazione, mentre continuano a bruciare le barricate costruite con biciclette e materiale da lavoro. Un bus e alcune fermate dimezzi pubblici sono stati danneggiati. Tra i cori dei manifestanti quelli contro la polizia e il ‘siamo tutti antifascisti’ che contraddistingue anche le proteste in Francia.

La mobilitazione ha interessato tutto il Paese e provocato anche la cancellazione di oltre 100 voli all’aeroporto di Bruxelles.

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