A Torino si incontrano per tre giorni gli acclamati abitanti della nuovo galassia tecnologica per parlare di innovazione, intelligenza artificiale, robotica, tecnofinanza e, bontà loro, di economia reale. Sono riuniti in questo affollato dibattito, che va sotto il nome di Wave by Vento,  fondatori di start-up, investitori, imprenditori e leader della tecnologia. Due gli obiettivi dichiarati: parlare e immaginare il futuro, e confrontarsi tra l’ecosistema europeo e quello globale, una sorta di Europa contro Resto del mondo su ciò che ci aspetta da qui a qualche anno. Molte le star presenti a Torino, da John Elkann, il padrone di casa, a Joe Tsai di Alibaba.

Per noi comuni mortali – figli di un umanesimo che ci ostiniamo a non vedere sorpassato – addentrarsi e muoversi in questo selva non è agevole. E’ del tutto cambiata la grammatica della vita e del linguaggio che la sostiene. Sorpassati? In apparenza sì, ma solo se ostinati a non porre le giuste domande a questa genia di innovatori (un tempo li sbeffeggiavamo come “smanettoni”) che stanno abbattendo i confini di quel recinto dove bene o male siamo cresciuti e che nei loro laboratori fantascientifici stanno prefigurando il nuovo mondo. Per intenderci quello che un giorno non molto lontano accoglierà i nostri figli, oggi ben allenati nelle tecnologie ma non del tutto padroni e consapevoli delle conseguenze, anche negative, perfino apocalittiche, che riserveranno loro, se non messi sull’avviso.

Il nostro compito, allora, è proprio questo: mettere sull’avviso chi oggi si bea nel vedere la nuova faccia dell’uomo che verrà, chiamato umanoide, o che immagina una società in cui la fatica di vivere sarà solo un triste ricordo. Ma sarà davvero così? La prima osservazione da fare ai nuovi eroi del futuro e a coloro che, entusiasti, ne magnificano le gesta è la seguente: non state per caso edificando un mondo parallelo senza confini di ordine morale né socio-economici, anziché un sistema avveniristico e complesso che dovrebbe agevolare il più possibile la vita a milioni di essere umani? L’unica certezza, per ora, è che il nuovo mondo che definiremo dell’Intelligenza Artificiale è destinato a soppiantare l’Intelligenza Naturale, grazie alla quale l’umanità ha fatto finora passi da giganti, sebbene ancora insufficienti.

Le cose presentate da certa informazione – specializzata nel nascondersi dietro il linguaggio neutrale, privo di emozioni, tipico dei moderni azzeccagarbugli tecnocratici  – appaiono semplici e lineari. Ma semplici e lineari proprio non sono. La domanda da porre a questa èlite di Ceo, di giovani diventati miliardari con una pensata geniale, di investitori con il fiuto del saper andare dove porta la corrente che fa accumulare denaro e successo, è se per caso del mondo parallelo non siano già state gettate le fondamenta. A noi umani sembra proprio di sì. Il problema è che si sorvola, tanti sono gli interessi, perfino militari, sottintesi.

Federico Fubini ha parlato nella sua trasmissione tv, Mercanti dell’anima, dei padroni dell’Intelligenza Artificiale, la sfilata di miliardari alla corte di Donald Trump. E’ pericolosa l’IA? si è chiesto con espressione triste il giornalista economico del Corriere della Sera. Ma soprattutto, quanto pericolosa? E possiamo sfruttarla senza perderne il controllo? E ci spiega che dalla promessa di una rivoluzione del mondo, siamo arrivati al punto che i creatori dell’IA oggi lanciano un allarme sui rischi che comporta. Nomi da copertina come Elon Musk, Sam Altman, Peter Thiel e Dario Amodei chiedono maggiore prudenza, di azionare un freno nella corsa all’IA che a suon di miliardi loro stessi hanno avviato.

 

Con il contributo di Federico Fubini, l’inchiesta ricostruisce il ruolo delle principali figure che guidano lo sviluppo dell’AI e analizza il confronto tra innovazione e responsabilità.

Un racconto che attraversa i centri del potere tecnologico globale per comprendere chi controlla l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e quali conseguenze potrebbe avere sulla vita di tutti noi.

 

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