ATTACCHI A TAPPETO IN IRAN / Trump: “Li stiamo massacrando”. Non escluso l’invio delle truppe di terra

Continua l’offensiva dell’aviazione israeliana in tutto l’Iran, dopo l’altrettanto massiccia massiccia ondata di attacchi” contro la capitale dell’Iran, nell’ambito dell’operazione ‘Leone ruggente’ lanciata con gli Stati Uniti sabato scorso. Poco prima dell’annuncio, i media iraniani riferivano di un doppio attacco “con missili Kheybar” contro l’ufficio del primo ministro Netanyahu: “L’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e il quartier generale del comandante dell’aeronautica militare del regime sono stati colpiti”, hanno fatto sapere i Guardiani della rivoluzione in una nota.Ma Trump non esclude l’invio di truppe di terra: “Li stiamo massacrando”. Nel frattempo, l’Iran ha colpito Cipro con i droni.

Attacchi contro Teheran e Gerusalemme. Più di trenta i morti a Beirut: e il governo libanese per la prima volta vieta operazioni militari a Hezbollah. Larijani: “Pronti a una lunga guerra”. La Repubblica islamica porta avanti la rappresaglia contro i Paesi ostili: esplosioni udite in tutto il Golfo, colpita l’Arabia Saudita e anche un aeroporto britannico a Cipro. Tre F15 americani sono stati abbattuti per errore dal Kuwait. Nel frattempo Regno Unito, Francia e Germania si sono dette “pronte a azioni difensive”.

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars “non è chiaro il destino” del premier israeliano, mentre secondo il Times of Israel non ci sono stati feriti nell’attacco. La stampa mediorientale riportava che, intorno alle 11.30 ora italiana, sirene antiaeree sono scattate nella capitale Tel Aviv e in altre aree di Israele, compresa la Cisgiordania occupata. I media di Israele invece riportano che i membri della Commissione Affari Esteri e Difesa del parlamento israeliano hanno dovuto sospendere una riunione sulla sicurezza e recarsi in un rifugio antiaereo durante un bombardamento iraniano. I deputati, come mostrano le testate locali, hanno scattato e diffuso anche un selfie dal rifugio.

Un primo bilancio dell’attacco congiunto americano e israeliano parla di 555 vittime irtaniane a partire dal 28 febbraio. La stima è della Croce Rossa iraniana, tramite il suo canale Telegram. L’organizzazione ha aggiunto che 131 città sono state colpite in tutto il Paese.
La strage di alunne della scuola elementare femminile di  Minab, nel sud dell’Iran, colpita dall’aeronautica statunitense ha fatto 165 morti. Altre 96 persone risultano ferite secondo i media iraniani. L’edificio scolastico era vicino a una base dei Guardiani della rivoluzione. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “a conoscenza di segnalazioni di danni (sic…) ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso”, assicurando: “Stiamo prendendo molto seriamente queste segnalazioni e le stiamo esaminando”.
L’Inghilterra ha reso noto di aver respinto la richiesta di Trump di partecipare all’attacco e che lo stesso presidente americano si è detto deluso. Il premier inglese Keith Starmer ha spiegato che il no inglese era dovuto al fatto che “il mio dovere è di valutare ciò che è interesse nazionale della Gran Bretagna.

 

Intanto il governo iraniano ha invitato la popolazione a radunarsi questa sera in diversi quartieri di Teheran a sostegno della Repubblica Islamica e a rendere omaggio alla defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso sabato dai raid aerei statunitensi.

Questo appello, trasmesso dalla televisione di Stato, arriva nel terzo giorno di bombardamenti sull’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che hanno dichiarato la loro intenzione di intensificare gli attacchi contro “elementi chiave del regime iraniano”.

In serata Donald Trump ha definito gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo “la sorpresa più grande” dei primi giorni dell’operazione militare. “Siamo rimasti sorpresi – ha dichiarato alla Cnn – Abbiamo detto loro: ‘Ci pensiamo noi’, e ora vogliono combattere. E stanno combattendo in modo aggressivo. Avrebbero dovuto essere coinvolti in misura minima e ora insistono per essere coinvolti”. “Conosco queste persone. Sono dure e intelligenti – ha detto a proposito dei leader arabi – hanno sparato in un hotel, hanno sparato in un condominio. Questo li ha solo fatti arrabbiare. Ci amano, ma stavano osservando. Non c’era motivo per loro di essere coinvolti”. “Bisogna capire che hanno vissuto per anni sotto quella nube oscura. Ecco perché non si è mai potuta avere la pace”, ha concluso Trump.

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