SALONE DEL LIBRO / Bernie Sanders avverte l’Europa: attenti ai miliardari dell’IA, minacciano lavoro e democrazia

Folla al Salone del Libro di Torino per Bernie Sanders, il senatore socialista che ha presentato il suo ultimo libro Contro l’Oligarchia (in Italia per Chiarelettere). Il senatore, molto popolare negli States insieme a Alexandria Ocasio-Cortez soprattutto tra i giovani, è stato intervistato da Francesco Costa direttore del Post.  Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, al Salone del Libro è scoppiata la febbre per l’anziano senatore del Vermont.

I posti per la presentazione del suo libro sono andati a ruba, esauriti in pochi minuti. Elly Schlein, la leader del Pd, alla fine può anche sorridere, perché è stata l’unica a cui Sanders ha concesso un colloquio privato. La chiacchierata è durata più di un’ora e mezzo: al centro le follie di Donald Trump, e i rischi d’autoritarismo che ne derivano, ma anche i diritti dei lavoratori, i salari, su cui forse la sinistra italiana ed europea può fare di più. E poi la sanità, l’università e le battaglie “locali” dei sindaci del Pd verso cui Sanders ha mostrato interesse.

Poi un intervento al Salone molto seguito, incentrato sulla lotta all’oligarchia e alla diseguaglianze, con l’accumulo smisurato di ricchezza e potere nelle mani di una ristrettissima cerchia di miliardari che non hanno minimamente a cuore la democrazia, anzi rappresentano una minaccia diretta alla stessa tenuta democratica dell’Occidente.

Il senatore, milita nel partito democratico Usa, ha messo in guardia l’Europa dai i rischi inauditi della concentrazione di potere e di ricchezza in corso e soprattutto degli effetti della robotica e dell’Intelligenza Artificiale, capaci di far scomparire decine di milioni di posti di lavoro in alcuni anni e di penetrare nelle nostre vite, nelle nostre menti e perfino nei nostri affetti. L’impatto dell’IA e dei robot sul mercato del lavoro sarà enorme.

“Elon Musk mente ma non è stupido: sostiene che con queste due tecnologie che riescono a fare quel che facciamo noi e meglio di noi, si arriverà a non avere più bisogno del lavoro. Magari non domani magari tra 20 anni. Ci sono economisti seri che hanno espresso preoccupazione per la fine del manifatturiero negli Usa nel mondo. I robot stanno diventando sempre più capaci. Oggi negli Usa i giovani che escono dal college fanno sempre più fatica a trovare lavoro, le aziende stanno usando sempre più l’IA. Decine di milioni di persone perderanno il lavoro, e negli Usa non siamo affatto preparati a affrontare un evenienza di questo genere!”

L’altro aspetto dell’Intelligenza Artificiale che stentiamo a prendere in considerazione, secondo Sanders, è che ha letteralmente la capacità di raccogliere informazioni di tutti in questa stanza: telefonate, prodotti che comprano, siti che visitano… e c’è il rischio che abbia accesso a informazioni ancora più private. Questo mina la democrazia. E come se non bastasse, negli Usa vediamo molti giovani non solo fare i compiti con l’IA ma addirittura sviluppare relazioni affettive con questa, intessendo rapporti emotivi anche profondi. Solo poche settimane fa la madre di un ragazzino che si è suicidato ha citato l’azienda del chatbot con cui parlava e che gli prometteva un legame eterno”.

Facendo ricorso a numeri inoppugnabili, Sanders ha fotografato il terribile divario economico creato da a un manipolo di potenti, che mai nella storia del pianeta ha avuto tanta ricchezza e potere: Elon Musk possiede più ricchezza del 53 per cento delle famiglie americane più povere, gli amministratori delegati e i top manager  guadagnano 350 volte un dipendente medio, più del 60 per cento degli americani vive alla giornata, decine di milioni di persone faticano a arrivare a fine mese e a pagare. Una manciata di miliardari controlla ogni settore, dall’agricoltura, ai trasporti, all’energia facendo pagare cifre altissime per i servizi, sei grandi gruppi media controllano il 90 di quel che gli americani vedono, ascoltano e leggono.

In Italia, ha detto Sanders, la ricchezza si sta sempre più concentrando mentre gli stipendi sono più bassi di prima della pandemia, un lasso di tempo in cui 79 miliardari si sono arricchiti di ben 64 miliardi. Negli ultimi 16 anni il 91% della nuova ricchezza prodotta nel Paese è andata al 5% più ricco della popolazione, a fronte di salari reali medi più bassi. Il fenomeno è globale: 1 persona su 4 nel monde soffre la fame e l’1% più ricco della popolazione detiene una ricchezza superiore a quella del 95% dell’umanità. Dodici persone nel mondo possiedono di più della metà dei suoi abitanti.

Non è mancato da parte dell’esponente socialista un atto d’amore e di assonanza con l’Europa e le sue politiche sociali, quasi inesistenti nel suo Paese. “Essendo in pochi quei 5-6 miliardari si considerano alla stregua dei monarchi che aveva l’Europa. Siccome hanno avuto molto successo, si arruolano il diritto di voler governare su tutti. Non credo sia vero quel che dicono quando sostengono di credere nella democrazia, Trump e i suoi amici odiano l’Europa perché si sono resi conto che i fondamenti politici dell’Europa sono molto diversi dai nostri: i governi europei ai prendono cura della sanità, dell’istruzione, e in alcuni casi anche di regolare l’Intelligenza Artificiale. Ecco i motivi di questo odio”.

L’ascesa di Trump e il consenso avuto dagli elettori è stato alimentato dalla rabbia e dall’abbandono della classe media americana e della classe operaia che – a suo avviso – sono rimaste deluse da decenni di politiche economiche che hanno finito per favorire soltanto i ricchi.

Due i punti sul quale Sanders ha insistito per il futuro: la necessità di unire le forze a livello internazionale per difendere i diritti fondamentali: sanità universale, istruzione accessibile, investimenti massicci nella transizione ecologica contro il cambiamento climatico e una tassazione più equa e progressiva per le grandi fortune. E, infine, l’invito all’attivismo. E’ stato il messaggio conclusivo a non cedere al cinismo o alla rassegnazione. Sanders ha sottolineato che il “circolo vizioso” della politica moderna si spezza solo se i cittadini smettono di essere spettatori e si mobilitano attivamente per riprendersi il controllo del governo e del futuro collettivo.

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