Con le ipotesi di accusa di turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto d’interessi nella realizzazione della biblioteca Beic, gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, docenti del Politecnico di Milano, sono stati rinviati a giudizio dal gup, assieme ad altri quattro professionisti, e andranno quindi a processo il 17 aprile. I due architetti di fama internazionale (Boeri ha progettato sempre a Milano il Bosco verticale) facevano parte della commissione giudicatrice del concorso per la realizzazione della nuova Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic) non dichiarando però il loro conflitto di interessi. Entrambi erano rimasti presidente e componente della commissione aggiudicatrice che, a luglio del 2022, aveva proclamato vincitori alcuni loro allievi o partner professionali: i ricercatori della facoltà di Architettura di Polimi, Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh.
L’indagine è stata condotta dalla Procura di Milano. Secondo le indagini affidate alla Guardia di Finanza – riporta l’Agenzia Ansa – ci sarebbero stati “accordi, documentati da chat, per assegnare la gara indetta dal Comune. Né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parti civili. Tamburelli, in particolare, anche lui coinvolto nella redazione del progetto vincitore, avrebbe avuto un ruolo di “cerniera” con i due docenti durante l’iter di valutazione e nelle fasi precedenti alla scelta del vincitore, che sarebbe stata pilotata”. (Nella foto: il progetto Beic vincitore del concorso internazionale)
Per le difese, invece, vinse il progetto migliore, non ci furono favoritismi, né accordi illeciti, ma progetti valutati in forma “anonima” e possibili conflitti di interessi non segnalati perché le regole della gara prescrivevano di farlo solo per rapporti di collaborazione economica “in corso”. I reati contestati sono turbativa d’asta e, solo per Boeri e Zucchi, anche false dichiarazioni. Il gip Luigi Iannelli non aveva accolto la richiesta dei pm di arresti domiciliari per Boeri, Zucchi e Tamburelli, disponendo, invece, misure interdittive come il divieto temporaraneo di fare parte di commissioni per i concorsi pubblici e di lavorare con la pubblica amministrazione.
